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LE COMETE, gli astri spettacolari. by Andreotti Roberto - INSA.

24 dicembre 2022

LE COMETE PERIODICHE PERDUTE, (comete periodiche disgregate, non recuperate o impattate). by INSA.

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Aggiornato il 28/07/2026

LE COMETE PERIODICHE PERDUTE

Una cometa perduta è una cometa scoperta che non può più essere osservata. Nella nomenclatura astronomica le comete perdute sono indicate con la lettera "D".
Generalmente una cometa non può essere più osservata perché non ci sono dati ed osservazioni abbastanza precisi per calcolarne l'orbita e quindi prevederne la futura posizione.
A differenza degli asteroidi perduti, le orbite delle comete perdute possono essere influenzate anche da effetti non gravitazionali come l'emissione di getti di gas dal nucleo cometario.
Alcune di esse si ritiene che possano corrispondere ad asteroidi o comete recentemente scoperti, come potrebbe essere tra la P/Barnard 1 e la P/ATLAS 8, altre sono state immesse in orbite che le portano lontano dal sistema solare interno, dopo un passaggio ravvicinato con Giove.
Alle volte capita che un asteroide produca una chioma ed una coda di polvere, o a seguito di un impatto con un altro oggetto più piccolo e poi torni ad essere un inerte cumulo di roccia, oppure per effetto YORP la sua rotazione accelera fino a disgregarlo come successo alla P/2013 R3 (Catalina-PanSTARRS).

Altre possibili cause sono:
 - 1) la cometa è estinta. Quando la maggior parte del materiale volatile del nucleo evapora, la cometa diventa un piccolo, scuro e inerte pezzo di roccia che assomiglia ad un asteroide, come si ritiene probabile per la cometa Helfenzrieder.
 - 2) la cometa si è disintegrata, ad esempio la cometa 73P/Schwassmann-Wachmann si è spezzata in numerosi frammenti e in futuro potrebbe disintegrarsi completamente, caso successo anche alla 3D/Biela, alla 5D/Brorsen ed alla 20D/Westphal.
 - 3) la cometa è entrata in collisione con un altro oggetto, ad esempio la Cometa Shoemaker-Levy 9 si è scontrata con Giove nel 1994.
 - 4) La cometa, dopo un incontro con Giove, è stata immessa in un'orbita che la porta verso il sistema solare esterno, come nel caso della cometa Lexell.

( La cometa frammentata 73P/Schwassmann-Wachmann 3 ).

Recentemente almeno altre 46 comete di breve periodo non sono state recuperate al secondo passaggio, e se non dovessero essere recuperate anche ai successivi, verranno inserite in questo elenco.
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ELENCO UFFICIALE DELLE 20 COMETE PERDUTE:
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|Denominazione| Periodo  |   Data ultimo  |  Nome della         |Wiki|
|ufficiale    | orbitale |    Perielio    |  cometa             |Link|
| (Link JPL) | (anni) | (A-m-g) | (Link INSA) | |

D/1884 O1 5.38 1884 Aug 16.9680 Barnard 1 [W] 3D/1826 D1 6.72 1826 Mar 18.9498 Biela 1 [W] 85D/1975 A1 11.0 1975 Jan 5.6148 Boethin 1
[W] D/1886 K1 5.44 1886 Jun 7.2122 Brooks 1 [W] 5D/1846 D2 5.57 1846 Feb 25.8685 Brorsen 1 [W] 34D/1927 L1 11.3 1927 Jun 14.5551 Gale 1 [W] D/1978 R1 5.97 1978 Oct 9.4965 Haneda-Campos 1 [W] D/1952 B1 6.36 1951 Oct 30.4145 Harrington-Wilson 1 [W] D/1766 G1 4.35 1766 Apr 27.909 Helfenzrieder 1 [i] 75D/1975 C1 6.23 1975 Jan 18.1826 Kohoutek 1 [W] D/1770 L1 5.60 1770 Aug 14.0409 Lexell 1 [W] 25D/1916 D1 5.43 1916 Mar 11.8097 Neujmin 2 [W] 18D/1896 X1 6.42 1896 Nov 25.120 Perrine-Mrkos 1 [W] 83D/1979 M2 6.10 1979 May 26.9760 Russell 1 [W] D/1918 W1 6.67 1918 Sep 30.2461 Schorr 1 [W] D/1993 F2 17.8 1994 Mar 28.0038 Shoemaker-Levy 9 [W] D/1977 C1 7.54 1976 Aug 4.0625 Skiff-Kosai 1 [W] D/1895 Q1 7.20 1895 Aug 21.3156 Swift 1 [W] 20D/1852 O1 61.2 1852 Oct 13.2187 Westphal 1 [W] C/1337 M1-C/1468 S1 131.5 1468 Oct 7.03 "Cometa Rosa"

( I nomi evidenziati in verde sono trattati nei vari capitoli delle varie raccolte INSA, per la cometa Helfenzrieder abbiamo usato il link più completo del  post di Caglieris ).
Le comete senza link e senza essere evidenziate in verde, le trovate elencate qui di seguito, dopo la tabella di quelle non-recuperate.
( Quella con il quadratino  ROSA  è stata recuperata ed indentificata con un asteroide inattivo ).
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COMETE NON-RECUPERATE:
(Queste 46 comete non sono state recuperate al primo dei ritorni previsti e se non lo saranno anche ai successivi, come quelle evidenziate in GIALLO, saranno considerate ufficialmente Comete Perdute, e verranno inserite nella tabella sopra, le schede delle comete che erano attese al ritorno dal 2023 in poi che non sono state recuperate sono riportate qua sotto dietro alle comete perdute, di queste fanno parte anche 4 comete dalla natura incerta le cui schede sono poi riportate in fondo al post).
[Tutte le comete di questa tabelle hanno le schede pubblicate di seguito in questo capitolo].
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|Denominazione| Periodo  |     Epoca      |   Nome                |      Ritorni     |
|  ufficiale  | orbitale |     ultimo     |   cometa              |     previsti     |
|   codice    |   anni   |    Perielio    |   scopritore          |       anni       |
  P/2011 V1      7.54     2011 May 11.8600   Boattini 7            2018-2026
  P/1999 XN120   8.54     2000 May  1.5442   Catalina 2            2008-2017-2025-2034
  P/2009 WX51    5.41     2010 Jan 31.0741   Catalina 10           2015-2020-2026
  P/2013 R3      5.26     2013 Jul 21.4827   Catalina-PanSTARRS 1  DISTRUTTA 
  C/1921 H1     62.3      1921 May  5.3468   Dubiago 1             1984-2047
  P/2007 Q2     13.23     2007 Aug 23.8774   Gilmore 1             2020-2034
  P/2007 T2      5.43     2007 Sep 19.0218   Kowalski 3            2013-2018-2023-2029
  P/1996 R2      7.36     1997 Jan 19.3034   Lagerkvist 1          2004-ecc. 
  P/1998 VS24    9.56     1998 Nov  2.6568   LINEAR 2              2008-ecc. 
  P/2000 R2      6.10     2000 Sep 12.6574   LINEAR 15             2006-ecc. 
  P/2002 EJ57   16.5      2001 Dec 19.1541   LINEAR 24             2018-2034
  P/2004 FY140  11.0      2005 Aug  6.5428   LINEAR 48             2016-2027
  P/2004 R3      7.52     2004 May 24.4862   LINEAR-NEAT 6         2011-2019-2026
  P/1999 RO28    6.62     1999 Oct  2.3460   LONEOS 1              2006-ecc. 
  P/2005 L1      7.92     2005 Dec 12.9354   McNaught 5            2013-2021-2029
  P/2012 O1      6.72     2012 Jul 23.9049   McNaught 24           2019-2025-2032
  P/2012 O2      6.89     2012 Jun 25.0979   McNaught 25           2019-2026
  P/2001 H5     14.7      2001 Jan 28.6949   NEAT 2                2015-2030
  P/2003 F2     16.1      2003 Apr 25.477    NEAT 14               2019-2035
  P/2010 T2     13.2      2011 Jul 11.4611   PanSTARRS 1           2024-2036
  P/2011 W1     10.06     2012 Jan 22.5633   PanSTARRS 5           2022-2032
  P/2012 G1      8.52     2012 Jun  1.4325   PanSTARRS 9           2020-2029
  P/2013 G4      9.32     2013 Feb 10.4015   PanSTARRS 16          2022-2031
  P/2013 W1      6.47     2014 Mar  7.9781   PanSTARRS 26          2020-2027
  P/2014 U4      6.51     2014 Aug  3.9170   PanSTARRS 31          2021-2027
  P/2015 R2      9.54     2015 Jun  8.9924   PanSTARRS 47          2024-2034
  P/2015 X6      4.57     2016 Mar 18.7280   PanSTARRS 52          2020-2025-2029
  P/2016 G1      4.15     2017 Jan 26.5727   PanSTARRS 55          DISTRUTTA 
  P/2016 P1      5.79     2015 Sep  9.6161   PanSTARRS 57          2021-2026
  P/2017 S8      4.63     2018 Jan 28.6442   PanSTARRS 70          2022-2027
  P/2019 A4      4.22     2018 Dec  5.0157   PanSTARRS 89          2023-2027
  P/2019 S3      6.31     2019 Aug 26.0784   PanSTARRS 97          2025-2032
  P/2017 FL36    5.01     2025 Aug  7.5528   PanSTARRS 176         2025-2030
  P/2002 S7      5.78     2008 Jul  4.3868   SOHO 4 1996-2002-2008-2014-2020-2026
  P/2000 C4      5.44     2011 Jul 17.----   SOHO 5 2000-2005-2011-2015-2021-2026
  P/2003 T12     4.14     2003 Oct 16.2835   SOHO 6 2007-2012-2016-2020-2025-2029
  P/2002 R1      5.5      2013 May 26.----   SOHO 7           2008-2013-ecc. 
  P/2008 Y12     5.40     2008 Dec 22.4732   SOHO 8      2008-2014-2019-2025-2030
  P/2014 C1      5.38     2013 Dec 19.3884   TOTAS 1               2020-2028
  P/2005 E1     19.42     2005 Mar 14.3163   Tubbiolo 1            2023-2042
  P/2010 H2      7.55     2010 Mar  6.5986   Vales 1               2017-2025-2032
  P/2007 S1      7.40     2007 Dec  6.7033   Zhao 1                2015-2023-2030
   INCERTE PERDUTE (4):
   A/2000 AZ93   0.645    2022 Dec 11.763    LINEAR                2023-ecc. 
   A/2015 EG     0.801    2022 Dec 18.765    LEMMON                2023-ecc. 
   A/2017 MC9    6.232    2023 Oct 06.8600   PANSTARRS             2023-ecc. 
   A/2018 BJ11   8.494    2024 May 24.3817   PanSTARRS             2024-2032 
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SCHEDE DELLE COMETE PERDUTE NON-NUMERATE:

(Qui sotto sono riportate le 9 comete non numerate e considerate ufficialmente perdute, mentre quelle che erano state ufficialmente numerate, e di cui non c'è stata più nessuna osservazione, sono trattate nei relativi capitoli sulle comete periodiche).
[La cometa D/1894 F1 (Denning) è stata recuperata ed è stata spostata in un altro capitolo].
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LA COMETA ROSA

La Cometa Rosa è una cometa periodica storica di cui si conoscono 2 passaggi al perielio, il primo nell'anno 1337 ed il secondo nel 1468, non è stata osservata negli ipotizzati ritorni successivi.
Il nome deriva da una cronaca fiorentina redatta da Giovanni Villani, dove si riporta: 
''E poi apresso, inanzi che quella venisse meno, n'aparve un'altra nella regione del segno del Cancro chiamata Rosa, e duro' da due mesi''.

Periodicità:
Dai parametri orbitali parabolici delle 2 comete è stato visto che, al di la degli errori delle posizioni osservate, le 2 orbite erano pressoché molto simili, e quindi fu ipotizzato che si trattasse del solito oggetto con un periodo di rivoluzione di circa 131 anni.
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Passaggi storici osservati:
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1337 ''COMETA ROSA''
C/1337 M1 , non è classificata come una grande cometa in quanto non ha raggiunto mai la soglia di +1,5 mag , ma il suo passaggio è ritenuto importante nella storia dell'astronomia in quanto si sono registrati dei dati abbastanza precisi per la posizione in ben 7 osservazioni.

Osservazioni:
La prima osservazione di questa cometa è avvenuta il 26 giugno 1337, difatti la sigla (M1) indica che è la prima cometa della seconda metà di quel mese, quindi la prima osservazione è avvenuta dopo che la cometa aveva effettuato il suo passaggio al perielio pochi giorni prima, il 14 giugno alle ore 20:24.
La cometa è stata osservata per 54 giorni, fino al 19 agosto 1337 che è la data che riportano le cronache dell'epoca come ultima osservazione.
I maggiori dati osservativi sono riportati nelle cronache imperiali cinesi, con osservazioni anche in Corea e Giappone, oltre ad alcuni accenni in Europa.

Dalle cronache cinesi ''M.T.L.'':
'' Durante il regno di Shun Te, nel terzo anno dell'epoca Che Yuen, durante la quinta luna, fu vista una cometa a nord-est. Somigliava alla grande stella di Teen Chuen. Il suo colore era bianco. Era lunga circa 1 cubito. La coda puntava a sud-ovest. La sua posizione è stata stimata nel 5° grado di Maou. 
Il giorno di Woo Shin ha corso verso sud-ovest. Nei giorni successivi aumentò gradualmente di velocità. Il giorno Sin Wei, della sesta luna, l'involucro luminoso si era allungato a circa 2 cubiti. 
Il giorno di Ting Chow ha travolto Shang Ching. Il giorno Ke Maou l'involucro luminoso era aumentato ancora di più in lunghezza, arrivando a circa 3 cubiti. È entrato in Yuen Wei. Il giorno di Jin Woo ha travolto Hwa Kae e la stella Keang. Il giorno Yih Yew ha travolto la grande stella Kow Ching e si è esteso a Teen Hwang Ta Te. Il giorno Ping Seuh ha attraversato Sze Foo e ha attraversato Keu Sin. Il giorno di Kea Woo ha lasciato Yuen Wei. Il giorno di Ting Yew è venuto da Tsze Wei Yuen. Il giorno Woo Seuh è entrato in Kwan So e ha spazzato via Teen Ke. Nella settima luna, il giorno Kang Tsze, ha spazzato Ho Keen. Il giorno di Kwei Maou ha superato le stelle Ching e Tsin è entrato in Teen She Yuen. Il giorno di Ping Woo ha travolto Lee Sze. Il giorno Ke Yew la luna era così luminosa che l'involucro luminoso non si poteva quasi distinguere. La cometa lasciò Teen She Yuen e spazzò via la stella Leang. Il giorno di Sin Yew l'involucro luminoso era notevolmente diminuito di lunghezza. 
Fu allora in S. D. Fang, sopra la stella Keen Pe, e direttamente a ovest della stella centrale dell'asterismo Fa ''. 

Analisi delle osservazioni:
Nell'epoca Che Yuen, il 3° anno, è il 1337: 
5a luna, giorno Ting Maou, 26 giugno.
6a luna, giorno Sin Wei, 30 giugno; Ting Chow, 6 luglio; Ke Maou, 8 luglio; Jin Woo, 11 luglio; Yih Yew, 14 luglio; Ping Seuh, 15 luglio; Kea Woo, 23 luglio; Ting Yew, 26 luglio; Woo Seuh, 27 luglio. Settima luna, Kang Tsze, 29 luglio; Kwei Maou, 1 agosto; Ping Woo, 4 agosto; Ke Yew, 7 agosto; Sin Yew, 19 agosto.
L'asterismo Maou, è determinato dalle Pleiadi. 
L'asterismo Fang, è determinato da Beta, Delta, Pi, ecc. in Scorpione. 
Teen She Yuen, è lo spazio delimitato dal Serpente. 
Teen Chuen, sono le stelle Alfa, Beta, Delta, & c. Persei. La grande stella, è Alfa Persei. 
Shang Ching, A 579 Camelopardalis (Reeves). 
Yuen Wei, una stella del Drago. 
Hwa Kae, una stella in Camelopardalis. 
Keang, non accertato. 
Kow Ching, stella Alfa dell'Orsa Maggiore. 
Teen Hwang Ta Te, è Polaris. 
Sze Foo, quattro piccole stelle vicino al Polo nord celeste. 
Keu Sin, non accertato. 
Kwan So, è la Corona Borealis. 
Teen Ke, Phi e altre piccole stelle di Hercules. 
Ho Keen, y Herculis. Ching, y Serpentis. Tsin, Chi Herculis. 
Lee Sze, è Lambda Ophiuchi e altre stelle vicine. 
Leang, è Delta Ophiuchi. 
Keen Pe, è v in Scorpione. 
Fa, Epsilon, Psi, Omicron Libræ (Reeves), oppure altre stelle in Scorpione (Noel).

Valutazione scientifica:
Non è stato facile accertare esattamente la posizione della cometa dopo che si era gradualmente spostata verso sud. È stato visibile complessivamente per 63 giorni. Il suo corso è andato da Maou a Fang, passando complessivamente 15 asterismi cinesi e poi è scomparso.
Il racconto precedente è tratto dal Supplemento a "Ma Twan Lin" e si deve osservare che nell'originale, per come l'ho scritto, si verifica un errore, l'epoca indicata è Che Ching invece di Che Yuen. 
Che questo sia davvero un errore è dimostrato dal seguente racconto della stessa cometa, come è dato in She Ke: 
'' Nel terzo anno dell'epoca Che Yuen, la quinta luna, giorno Ting Maou, una cometa era visto nel nord - est. Era come la grande stella di Teen Chuen. Il suo colore era bianco. Era lungo circa 1 cubito. La coda puntava a sud-ovest. È stato complessivamente visibile per 63 giorni. (Il suo corso era) da Maou a Fang. Ha attraversato 15 asterismi e poi scomparve ''.
L'errore è di conseguenza corretto nel testo riportato. Il giorno della prima apparizione della cometa (Ting Maou), che non compare in ‘M. T. L. , è riportato anche in questo estratto dallo She Ke. 
La cometa sembra essere stata osservata con molta attenzione e il suo corso registrato, quasi giorno dopo giorno, fino a quando non si è spostata così a sud da rendere le osservazioni difficili e, di conseguenza, incerte. Va anche notato che la cometa è descritta come passante per 15 asterismi ; vale a dire da Maou (le Pleiadi) a Fang (stelle in Scorpione). Ora, poiché il maggior numero di osservazioni è stato fatto mentre la cometa si trovava nel cerchio dell'apparizione perpetua, dove i gradi sono notevolmente contratti, una tale circostanza potrebbe facilmente verificarsi.

Testimonianze europee:
'' Come in questo anno aparirono in cielo due stelle comete. Nel detto anno, all'entrata di giugno, aparve in cielo la stella comata chiamata Ascone, con grande chioma, cominciandosi quasi a vista sotto la tramontana quasi nella regione del segno del Tauro, durando piu' di IIII mesi atraversando l'emisperio insino al mezzogiorno, e lla' ebbe fine. E poi apresso, inanzi che quella venisse meno, n'aparve un'altra nella regione del segno del Cancro chiamata Rosa, e duro' da due mesi. Queste stelle comate non sono stelle fisse, benche' stelle paiano co' raggi, o chiome, o nubolose; ma dicono i filosofi e astrolagi che ccio' sono vapori secchi, e talori misti, chessi criano entro l'aria del fuoco sotto il cielo della luna per grandi congiunzioni de' corpi celesti, cio' sono le pianete; e sonne di nove maniere, quale per la potenza di Saturno, e quale di Giove o di Marte, e cosi' degli altri, e tali miste di due pianete o piu'. Ma quale si sieno, ciascuna e' segno di futura novita' al secolo, il piu' in male, e talora segno di morte di grandi re e signori, o tramutagioni di regni e di genti, e massimamente nel crimato del pianeto chell'ha criata, dove stende sua signoria; malle piu' significano male, cio' fame e mortalita', e altri grandi accidenti e mutazioni di secoli; e queste pure significarono grandi cose e novita', come leggendo poco apresso si potra' vedere per buono intenditore e discreto ''.
( G. Villani, Nuova Cronica . Firenze, 1348 ).

'' Della cometa la quale apparze nelle parte de Lommardia e della abassazione. Currevano anni Domini MCCCXXXVII, dello mese de agosto, apparze nelle parte de Lommardia una cometa moito splennente e bella e durao die tre. In airo puoi desparze. Questa cometa pareva che fussi una stella lucentissima piu' delle aitre, e estenneva dereto a se' una coma destinta, pezzuta a muodo de una spada, e penneva la ponta sopra de Verona. Questa coma stava da uno delli lati. Non iva ne' su ne' io', ma ritta se stenneva como fossi una fiamma de fuoco. Moito commosse la iente ad ammirazione, que voleva dicere questa novitate. Dice Aristotile, nella Metaora, ca questa non e' verace stella; anche ene una [...] fatta nella sovrana parte de l'airo, e faose de materia umida e calla, la quale salle su e accennese e dura tanto quanto la materia donne se fao. Anche dice ca questa mai non appare, che non significhi novitati granni, spezialmente sopra li principi della terra, e commozioni de reami e morte e caduta de potienti. In bona fe', ca cosi' fu; ca, como questa desparze, cosi' per Lommardia se destese la novella che Padova fu perduta. E si'lla abbero Veneziani e presero drento missore Alberto della Scala de Verona; e fu mannato in Venezia, in presone. Anco sequitao la destruzzione ella ruvina de missore Mastino della Scala, lo quale fu tanto potente e tiranno che se voize fare rege de corona. E puoi perdio onne cosa e venne a convenevile stato. La quale novitate fu per questa via. Po' la morte de missore Cane della Scala remase un sio nepote: missore Mastino abbe nome. Questo missore Mastino della Scala fu delli maiuri tiranni de Lommardia: quello che piu' citate abbe, piu' potenzia, piu' castella, piu' communanze, piu' grannia. Abbe Verona, Vicenza, Trevisi, Padova, Civitale, Crema, Brescia, Reggio, Parma. In Toscana abbe Lucca, la Lunisciana. De XV grosse citate fu signore. Parma venze a forza de guerra ''.
(Anonimo Romano, Cronica - Vita di Cola di Rienzo, 1357-58).

'' Aristotele tiene per impossibile che in un istesso tempo si possa fare et vedere piu di una cometa, et si bene molti credono l'istesso, et si sforzano di provarlo con infinite ragioni nondimeno l'historie affermano il contrario perche' l'anno 1337 per quattro mesi consecutivi fu veduta una grandissima cometa, et finiti che furono li primi due mesi, ne fu veduta un'altra piu' grande in compagnia della prima ''.
( Pisanelli Baldassarre, Della natura, delle cause e de' portenti delle comete, 1572).

Orbita:
La sua orbita è stata calcolata come parabolica, ma le incertezze sui calcoli effettuati secoli dopo da Ichiro Hasegawa hanno minori errori rispetto alle comete osservate precedentemente.
Il passaggio al perielio del 14 giugno è avvenuto a 0,749 UA nei pressi dell'orbita di Venere e solo dopo ha incominciato ad avvicinarsi alla Terra in modo che potesse essere osservata ad occhio nudo sebbene non fosse molto luminosa e spettacolare come altre comete citate in quest'opera.
L'inclinazione dell'orbita risulta di 143.60° ed è quindi retrograda rispetto al moto dei pianeti, l'argomento del perielio è 79,61° , mentre la longitudine del nodo ascendente è 97,61°.
(I parametri orbitali sono stati calcolati da Hasegawa sull'equinozio 1950.0).
I parametri calcolati sono identici alla cometa del 1468, quindi si ritiene che sia il solito oggetto con un periodo di 131 anni.


( Grafici dell'orbita - JPL ).
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1468
La C/1468 S1 era una cometa che poteva essere vista ad occhio nudo nel 1468 . 
È annoverata tra le " Grandi Comete " per la sua straordinaria luminosità .

Osservazioni:
La cometa è stata scoperta dagli astronomi cinesi la mattina del 18 settembre 1468 (ora locale). Quattro giorni dopo, la cometa si era spostata a nord-est, era di colore bianco-blu e la sua coda puntava a sud-ovest ed era lunga 30 gradi . In ottobre la cometa è stata osservata nel cielo serale. All'inizio di novembre le dimensioni della cometa sono diminuite leggermente e il 18 novembre è stata osservata per l'ultima volta:
'' Nel 4° anno dell'epoca di Ching-Hwa, durante la nona luna, il giorno di Ke Wei, si vedeva una stella vicino a Sing. Per 5 giorni è andata a nord-est. Il suo involucro luminoso era lungo circa 30 cubiti, e la coda puntava a sud-ovest. Si è trasformato in una cometa. Successivamente è stato visto al mattino, a est. In serata è stato visto nel sud di Shih. È passato attraverso San Kang, Pih Tow, Yaou Kwang e Tseih Kung. Si voltò ed entrò in Teen She Yuen. Ha lasciato Yuen e gradualmente è diminuita. È passata sopra la prima stella a ovest di Teen Ping. Durante l'undicesima luna, il giorno di Kang Shin, è scomparsa ''.
ASTERISMI:
Sing, è determinato da Alfa Hydrae e dintorni. - Shih, è determinato da Alfa, Beta Pegasi, ecc. - Yaou Kwang, è Eta Ursæ Majoris. - Tseih Kung, è Delta, Mu Boötis. - Teen She Yueu, è lospazio delimitato dal Serpente. - Teen Ping, non accertato.

In Giappone la cometa è stata avvistata a est il 21 settembre alle 2 del mattino, con la sua lunga coda di 10° puntata a sud-ovest. Le osservazioni potrebbero essere proseguite fino al 20 ottobre.

In Europa la cometa è stata riportata in un trattato contemporaneo: è apparsa a settembre, ottobre e novembre. Il suo colore era un azzurro pallido, aveva una lunga coda che si alzava costantemente mentre la sua testa era bassa. Da metà a fine settembre era circumpolare , spostandosi attraverso l'Orsa Maggiore . In Inghilterra , la cometa è stata osservata dalla fine di settembre all'inizio di novembre. 
La cometa ha raggiunto una luminosità da 1 a 2 mag il 2 ottobre .

In India è citata nel Rājatarangiṇī, la prima cometa di cui si riferisce appartiene al regno del re Zain-ul-Ᾱbidīn che governò il Kashmir durante il 1420-70 d.C. È considerato uno dei musulmani più illuminati
che ha governato in India. L'apparizione della cometa con una lunga coda, è stato visto come un presagio che preannunciava tempi turbolenti per il re e per il popolo, è descritto da Srīvara nelle ''stanze'' 1.7.10-18 (Kaul 1966, p. 78-79). Nelle prime due strofe si legge così:
'' Ityātankāgamé seturhetuh sarvajanakshayé, athottaradishā rātrau dhūmaketurdrshyata (1.7.10)
dīrghapuchchhochchhalatkantitatketukapatād kālen drughaṇam kshiptam kshayāyev mahīkshitām (1.7.11) ''. 
Dutt (1986, p. 153) condensa la descrizione elaborata in:
 '' Una cometa è stata vista di notte nel nord. La sua lunga coda era di una bellezza splendente. Per un periodo di due mesi la cometa era visibile nel cielo limpido ... La gente ha visto segni di una grave calamità alla nazione… ''. 
Srīvara vede in esso l'ira di Dio che nella forma della coda luminosa ha affondato la sua scimitarra per distruggere i re. Menziona anche le eclissi di Luna e Sole avvenute entro quindici giorni. 
Per aumentare ulteriormente la gravità, il Sole è transitato nel segno successivo su un
giorno infausto (1.7.16). Questo ha spaventato le persone a credere alle circostanze come portenti
di sventura. Il sultano Zain-ul-Ᾱbidīn che affrontò lunghe tribolazioni in vita morì nel 1470.
Secondo Kak (2008), il Rājatarangiṇī identifica questo evento come la cometa C / 1468 S1, l'unica tra le possibili appartenente al regno di Zain-ul-Ᾱbidīn. 
Altrove, la cometa è stata notato il 17,8 settembre nell'Orsa Maggiore da astronomi cinesi e osservato indipendentemente da giapponesi ed europei. 
Entro il 21 settembre, si presentava come un oggetto bianco-blu con una coda di 30°. La cometa è passata vicina alla Terra il 1° ottobre a 0,6691 UA e si è illuminata fino al suo massimo il 2 ottobre quando ha raggiunto una magnitudine visiva mV ~ 1-2. Ha passato il suo perielio il 7 ottobre ed è stata avvistata l'ultima volta il 18 novembre (Kronk 1999). Riguardo alle eclissi sono avvenute anni dopo, ma probabilmente il ricordo e l'apprensione per l'evento hanno portato ad enfatizzare questo racconto, ma possiamo dire con sicurezza che la cometa citata era proprio la C/1468 S1.

Orbita:
Per la cometa è stato possibile determinare solo un'orbita parabolica incerta a causa delle poche osservazioni fatte , risulta  che è inclinata di circa 138° rispetto all'eclittica .  Quindi gira in senso opposto (retrogrado), rispetto al moto dei pianeti, attraverso la sua orbita. 
Il punto dell'orbita più vicino al sole ( perielio ), è stato passato dalla cometa intorno al 7 ottobre 1468, e si trovava a una distanza di circa 127 milioni di km dal Sole, tra l'orbita di Venere e la Terra . 
Il 1° ottobre si era avvicinata alla terra a circa 0,69 UA / 100 milioni di km. 
Intorno al 7 ottobre, si avvicinava a Venere entro circa 92 milioni di km.
Sebbene si sia associata la cometa ad un'altra cometa storica (C / 1337 M1), con un periodo orbitale di circa 131 anni, potrebbe essere che non possa ritornare nel sistema solare interno se non dopo decine o centinaia di migliaia Anni .
Epoca:  16 ottobre 1468 
( JD 2.257.524,8)
Tipo di orbitaparabolica
Eccentricità
orbitale
1.0
Distanza del
Perielio
0,850 UA
Inclinazione del piano dell'orbita138°
Data del
Perielio
7 ottobre 1468
Velocità orbitale 
nel perielio
46 km / s
( Grafico dell'orbita - JPL ).
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Passaggi successivi e futuri:
Purtroppo non ci sono state osservazioni successive, va detto che le incertezze sui parametri orbitali non permettono di effettuare calcoli precisi atti a prevedere il suo percorso che può essere influenzata sia dai passaggi ravvicinati ai pianeti giganti, e sia da parametri non-gravitazionali dovuti agli effetti dei getti di gas e polveri causati dall'attività cometaria.
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LA COMETA PERDUTA
D/1884 O1 (BARNARD 1) 

La D/1884 O1 (Barnard) era una cometa periodica che non è più stata osservata, e faceva parte della famiglia dinamica delle comete gioviane, più recentemente è stato ipotizzato che possa essere identificata con una recente cometa scoperta, la P/ATLAS 8 di cui si attende il recupero per poter meglio definire i suoi parametri orbitali.

Scoperta:
Edward Emerson Barnard (Nashville, Tennessee) scoprì questa cometa il 16 luglio 1884. Si stava allora muovendo lentamente attraverso la costellazione del Lupo e si trovava a 0,42 UA dalla Terra. 
La cometa è stata descritta come diffusa, con una chioma di 2' di diametro. La magnitudine della scoperta non è stata data, ma probabilmente era di circa +9 o +10.

Osservazioni:
La cometa si è illuminata mentre si dirigeva verso il suo perielio di metà agosto, ma ha anche mostrato una caratteristica particolare, difatti durante le prime due settimane dopo la sua scoperta, gli osservatori hanno notato una completa mancanza di nucleo e condensazione. Alla fine di luglio è stata segnalata per la prima volta una condensazione e, poco dopo, alcuni osservatori hanno notato un debole nucleo simile a una stella. 
A metà agosto la cometa era al suo massimo splendore, con probabili magnitudini da +8 a +8,5. Successivamente, ha iniziato a sbiadire lentamente. Ernst W.L. Tempel (Arcetri, Italia) ha osservato la cometa il 10 agosto e ha riportato qualcosa di nuovo, infatti proprio quando gli osservatori stavano iniziando a vedere un nucleo, Tempel ha descritto la condensazione come doppia, e durante le due settimane successive gli osservatori hanno riferito che la condensazione è diventata più diffusa e alla fine è scomparsa.
La cometa ha dato una nuova svolta agli osservatori intorno a metà settembre, quando W.H. Finlay (Royal Observatory, Città del Capo, Sud Africa) ha riferito che la cometa si è improvvisamente illuminata. La cometa ha continuato a illuminarsi fino alla fine del mese, momento in cui la magnitudine potrebbe aver superato +8.
J.A. Perrotin (Nizza, Francia) ha affermato che un nucleo appuntito era visibile alla fine di settembre e che alti ingrandimenti hanno rivelato uno stretto getto luminoso che si estendeva da esso. Nessun altro evento insolito si è verificato per il resto dell'apparizione della cometa. La sua luminosità è costantemente diminuita nel mese di ottobre e quando è stata vista l'ultima volta il 20 novembre 1884, la magnitudine era probabilmente scesa sotto i +11.

Parametri orbitali:
La prima orbita parabolica è stata calcolata da E. Weiss utilizzando le posizioni del 17, 23 e 26 luglio del 1884, e la data del perielio è stata determinata per il 15,71 agosto 1884. 
La prima orbita ellittica è stata calcolata da A. Berberich utilizzando posizioni che coprono il periodo dal 23 luglio al 12 settembre 1884, e la data del perielio risultante era il 16,98 agosto 1884 e il periodo era di 5,50 anni. Ulteriori orbite sono state calcolate da J. Morrison, Finlay, E. Frisby, H.V. Egbert e A. Berberich durante le settimane, i mesi e gli anni successivi, che hanno stabilito un periodo vicino a 5,4 anni. Berberich ha fornito previsioni per le prossime due apparizioni di questa cometa, prendendo la sua orbita per il 1884, aggiunse semplicemente il periodo di 5,40 anni e determinò le date del perielio del 10,33 gennaio 1890 e inizio maggio del 1895. Berberich notò che il ritorno del 1890 non era favorevole, dato che la cometa era opposta al Sole rispetto alla Terra quando era al perielio, ma che il ritorno del 1895 poteva essere migliore. Durante il 1894, Berberich revisionò la sua ultima previsione e indicò una data del perielio del 3,96 giugno 1895, ma nessuna osservazione è stata ottenuta a nessuno dei due ritorni. Durante il 1979, R.J. Buckley ha utilizzato 179 posizioni ottenute tra il 24 luglio e l'8 novembre, ha applicato le perturbazioni da Venere a Nettuno e ha calcolato una data del perielio per il 16,97 agosto 1884, e un periodo di 5,38 anni. Ha suggerito che il periodo era incerto di 2 o 3 giorni e ha notato che la cometa era stata ben osservata e "inspiegabilmente non vista da allora".

( Diagramma orbitale al perielio del 1884 - JPL ).
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LA COMETA PERDUTA
D/1886 K1 (BROOKS 1)

La D/1886 K1 Brooks o cometa Brooks 1, è una cometa periodica appartenente alla famiglia dinamica delle comete gioviane. ed attualmente è considerata una cometa perduta, a causa della sua orbita che è risultata parecchio incerta.

Scoperta:
L'astronomo William Robert Brooks (Phelps, New York, USA) scoprì questa cometa nel cielo serale il 23,2 maggio 1886, al Red House Observatory, e la descrisse come un punto grande, quasi rotondo e debolmente luminoso con una leggera condensa occasionalmente visibile. Sebbene abbia immediatamente telegrafato un annuncio, ha annotato che la cometa era "sospetta". Brooks ha confermato la sua scoperta il 24,13 maggio 1886.

Osservazioni:
La cometa, al momento della scoperta, era già passata nel punto più vicino alla Terra, ma si stava ancora avvicinando al Sole. Ci sono state numerose osservazioni il 25 maggio:
 - Elia Millosevich (Roma, Italia) ha detto che la cometa era debole e difficile da osservare. 
 - Ernst W.L. Tempel (Arcetri, Italia) ha detto che la cometa assomigliava a una nebulosità rotonda e aveva un diametro di 2 minuti d'arco, con una condensazione maculata.
 - Edward Emerson Barnard (Nashville, Tennessee, USA) ha detto che la cometa era "debole" e piuttosto grande in un rifrattore di 15 cm. 
 - H.A. Kobold (Strasburgo, Francia) ha detto che la cometa era una nebulosità debole e rotonda di circa 1 minuto d'arco di diametro, ed aggiunse che occasionalmente era visibile una condensa puntiforme. 
Il 26 maggio, J. Palisa (Vienna, Austria) l'ha osservata con un rifrattore di 30 cm e ha affermato che la cometa era debole e larga 2 minuti d'arco, ha anche annotato che era molto debole e difficile da vedere nello stesso telescopio il 28 maggio e difficilmente visibile nel rifrattore da 76 cm il 30. Il 31 maggio, F. Gonnessiat (Lione, Francia) l'ha osservata con un rifrattore di 15 cm e ha descritto la cometa come un debole punto luminoso di circa 1 minuto d'arco di diametro, con una condensazione centrale. 
C. Trépied (Algeri, Algeria) vide la cometa con un rifrattore di 50 cm il 2 e 3 giugno 1886 e la descrisse come una nebulosità mal definita, con appena una traccia di condensazione centrale. 
Palisa ha osservato la cometa con il rifrattore da 69 cm e l'ha descritta come estremamente debole il 3 giugno. È interessante notare che Barnard ha continuato le sue osservazioni con telescopi più piccoli di Palisa, e l'ha osservata con un rifrattore da 15 cm il 25 giugno e ha scritto: "Non molto debole". Il 29 giugno, Barnard la osservò con un rifrattore da 13 cm e disse che la cometa era ''piuttosto debole''.
La cometa è stata rilevata l'ultima volta durante i primi giorni di luglio. Barnard la descrisse come non molto debole e ancora grande in un rifrattore da 13 cm il 2 luglio. Le ultime osservazioni di questa cometa sono state ottenute da H.C. Russell (Sydney Observatory, Australia) il 3,46 luglio, da Tempel il 3,89 luglio e da astronomi a Nizza il 3,90 luglio 1886, Russell ha semplicemente descritto la cometa come "molto debole".

Parametri orbitali:
L'attuale orbita reale non è conosciuta in quanto l'ultima osservazione di questa cometa risale alla fine del XIX secolo, inoltre l'intero arco osservativo di questa cometa, dalla scoperta all'ultima osservazione, si estende a poco più di un mese, un arco temporale troppo breve per ricavare un'orbita veramente accurata.
La prima orbita parabolica fu calcolata da S. Oppenheim utilizzando le posizioni del 25, 28 e 30 maggio 1886, e la data del perielio risultante fu il 3,37 giugno 1886. Mentre H. Oppenheim ha preso le posizioni dal 26, 28 e 31 maggio e ha dato una data di perielio del 2,27 giugno 1886. La prima orbita ellittica fu calcolata da S. Oppenheim, usando le posizioni ottenute fino al 1 luglio, ed ha rivelato una data del perielio del 7,28 giugno 1886 e un periodo di 9,05 anni. J.R. Hind ha usato un insieme simile di posizioni poco tempo dopo e ha determinato una data di perielio del 7,07 giugno 1886 e un periodo di 6.30 anni. L'orbita più recente è stata calcolata da R.J. Buckley (1979), che utilizzando 39 posizioni che coprono l'intero periodo di visibilità, ha trovato un periodo di 5,44 anni, ma ha notato che le posizioni erano mal distribuite lungo l'arco di osservazione relativamente breve, creando così una probabile incertezza di 1-2 mesi.

( Diagramma orbitale molto incerto - JPL ).
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LA COMETA PERDUTA
D/1895 Q1 (SWIFT 1)

La D/1895 Q1 (Swift) era una cometa periodica appartenente alla famiglia dinamica delle comete gioviane, ma la cometa non è stata riosservata a nessuno dei successivi passaggi al perielio ed è pertanto considerata una cometa perduta, anche a causa delle elevate incertezze dei suoi parametri orbitali, che non hanno permesso di prevedere il suo percorso futuro.

Scoperta:
Lewis Swift (Lowe Observatory, California, USA) scoprì questa cometa nei Pesci il 21,42 agosto 1895, la descrisse come debole e rotonda, con una condensazione centrale in un ansa ellittica. È interessante notare che Swift ha trovato la cometa mentre cercava di assicurarsi una posizione più precisa per l'ultima nebulosa che aveva scoperto all'Osservatorio Warner (Rochester, New York, USA). Dopo aver posizionato il rifrattore da 41 cm sulla posizione della nebulosa, Swift ha guardato attraverso e ha immediatamente notato "una bella cometa invece della nebulosa prevista". Edward Emerson Barnard (Lick Observatory, California, USA) ha confermato la scoperta il 22,31 agosto 1895.

Osservazioni:
Questa cometa è stata scoperta il giorno in cui ha superato il perielio e si avvicinavala punto più vicino alla Terra (0,35 UA) il 31 agosto. Pertanto, non molto tempo dopo che gli astronomi hanno iniziato a osservare questa cometa, aveva iniziato a svanire, tuttavia, gli astronomi riuscirono comunque a tenere sotto osservazione la cometa per oltre cinque mesi, fino al 6 febbraio. Le stime di magnitudo non erano molto comuni, con solo J. Holetschek (Vienna, Austria) e P. Chofardet (Besançon, Francia) che fornivano stime per questa cometa Holetschek ha indicato la magnitudine di +11 il 24 e 27 agosto e +12 il 30 agosto. Chofardet ha indicato la magnitudine +13 durante il periodo dal 24 al 29 settembre. Dopo settembre, tutte le ulteriori indicazioni della luminosità della cometa erano semplicemente descrittive e furono realizzate con rifrattori i cui obiettivi andavano da 25 cm a 51 cm. Quest'ultima informazione del telescopio è importante perché vi è un'indicazione che la cometa era più luminosa di quanto indicato dalle stime di cui sopra. Durante il periodo compreso tra agosto e novembre, gli osservatori riportavano un diametro della chioma di 1-2 minuti d'arco, tranne in due occasioni, il 25 agosto G. Le Cadet (Lyon, Francia) ha dichiarato che la chioma era larga 5' nel rifrattore da 32 cm e il 15 novembre H.A. Howe (Osservatorio di Chamberlin, Colorado, USA) ha notato una chioma "molto tenue" di 9 minuti d'arco di diametro nel rifrattore da 51 cm, e ciò che questo indica è che c'era di più in questa cometa di quello che la maggior parte delle persone vedeva, quindi la cometa era apparentemente un oggetto molto diffuso, e tali oggetti non sono adatti per grandi rifrattori. Un'altra indicazione che la cometa era più luminosa e non adatta ai grandi telescopi è arrivata poco dopo la metà di settembre, quando Le Cadet ha visto la cometa con visione distolta in un rifrattore da 32 cm il 19 settembre, mentre W.H. Robinson (Radcliffe Observatory, Oxford, Inghilterra) ha notato che era estremamente debole in un rifrattore da 25 cm il 20 settembre. È interessante notare che durante il periodo dal 18 al 20 settembre Vincenzo Cerulli (Teramo, Italia) ha notato che era visibile in un cercatore di 6 cm. Howe è stato l'unico osservatore a fornire descrizioni fisiche nel mese di dicembre, usando ancora il rifrattore da 51 cm, ha detto che la cometa è stata quasi oscurata dalla luce della luna il 5 dicembre, era molto difficile da vedere nei cieli bui il 10, e "non eccessivamente difficile" da vedere il 20. Sebbene Howe abbia affermato che la cometa dovrebbe essere facilmente seguita nel mese di gennaio, il maltempo o le cattive condizioni del cielo gli hanno impedito di continuare le osservazioni. 
La cometa è stata vista l'ultima volta al Lick Observatory, quando la posizione è stata misurata da W.J. Hussey il 6,14 febbraio, e da W.W. Campbell il 6.19 febbraio del 1896.

Parametri orbitali:
La prima orbita parabolica è stata calcolata da W.J. Hussey utilizzando le posizioni ottenute dal 22 al 24 agosto 1895, e la data del perielio risultante era il 5,70 ottobre 1895. L'orbita è stata poi affinata all'aumentare dell'arco di osservazione, con A. Berberich e L. Boss che hanno utilizzato indipendentemente tre posizioni ottenute tra il 22 e il 25 agosto e hanno determinato le date del perielio rispettivamente per il 3,83 settembre e per il 25,04 agosto del 1895. 
La prima orbita ellittica è stata calcolata da Berberich utilizzando le posizioni ottenute durante il periodo dal 22 al 28 agosto, ed ha determinato la data del perielio per il 25,96 agosto con il periodo di 3,22 anni, ma ha poi affermato che gli elementi sono ancora alquanto incerti e che il periodo probabile sarebbe probabilmente di 5 o 6 anni. Berberich ha rivisto i suoi calcoli quasi 10 giorni dopo, ed in tale occasione ha aggiunto posizioni del periodo dal 22 agosto al 16 settembre, e ha determinato la data del perielio per il 21,35 agosto 1895, e il periodo in 7,06 anni. Ulteriori orbite furono calcolate da L. Schulhof, durante il 1895, e H.R. Morgan, durante il 1898, che modificarono leggermente la data del perielio al 21,3 agosto 1895 e il periodo a 7,2 anni, ma nonostante diverse previsioni successive, la cometa non è mai stata recuperata. L'ultima rideterminazione dell'orbita del 1895 è stata calcolata da N.A. Belyaev e O.J. Stal'bovskij nel 1972.

( Diagramma orbitale - JPL ).
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LA COMETA PERDUTA
D/1918 W1 (SCHORR) 

La cometa Schorr, formalmente denominata D/1918 W1 Schorr era una cometa periodica appartenente alla famiglia dinamica delle comete gioviane. Dopo la sua scoperta fu osservata per soli 39 giorni e con un arco osservativo così limitato è probabile che l'orbita calcolata non sia esatta, questo fatto spiegherebbe il perché non sia stata più osservata da allora tanto da farla considerare una cometa perduta.

Scoperta:
Nel tentativo di fotografare il pianeta minore 232 Russia, Richard Reinhard Emil Schorr (Osservatorio di Amburgo, Bergedorf, Germania) scoprì questa cometa su una lastra esposta con un riflettore da 100 cm il 23,82 novembre 1918. La cometa è stata confermata su un'altra lastra fotografica esposta con lo stesso telescopio il 24,81 novembre. È stata descritta di magnitudine +14,0, con una chioma di 30 secondi d'arco in entrambe le date.

Osservazioni:
La cometa aveva superato il perielio quasi due mesi prima ed era passata nel punto più vicino alla Terra una settimana prima della scoperta. M.F.J.C. Wolf (Osservatorio di Königstuhl, Heidelberg, Germania) ha stimato la magnitudine in +14,0 il 30 novembre 1918. Il 1° dicembre, E.E. Barnard (Osservatorio di Yerkes, Wisconsin, USA) ha stimato la magnitudine in +15 e ha affermato che la chioma era larga 1 minuto d'arco. Barnard ha anche indicato la magnitudine in +15 / +15,5 il 4 e in +16 il 6 dicembre. Nella prima data, ha notato che la chioma era larga 1 minuto d'arco e mostrava pochissima condensa. Il 7 dicembre, H.C. Wilson (Goodsell Observatory, Carleton College, Minnesota, USA) ha affermato che la cometa inizialmente non era visibile nel rifrattore di 41 cm, ma alla fine l'ha intravista "dopo un'osservazione prolungata e una visione distolta", ed ha detto che era larga 30 secondi d'arco, ma non ha visto alcun nucleo. Per l'8 dicembre, Barnard ha scritto, "Eccessivamente debole in cielo cattivo". Il 21, 24 e 26 dicembre Schorr ha stimato la magnitudine a +15,0. La cometa è stata rilevata l'ultima volta il 31,97 dicembre 1918, quando Schorr ha fornito una stima di +15,0 mag.

Bibliografia:
 - New Comet (Schorr), Popular Astronomy, vol. 27, n. 1, pag. 56, gennaio 1919.
 - Elis Strömgren, Schorr's Comet, Harvard College Observatory Bulletin n. 673, pag, 1, novembre 1918.
 - Edward Emerson Barnard, Observations of comet 1918d, Astronomical Journal, vol. 32, n. 752, pag. 58-59, giugno 1919.

Parametri orbitali:
La prima orbita è stata calcolata da S.E. Strömgren utilizzando le posizioni fino al 30 novembre, era un'orbita parabolica con una data del perielio all'8,41 agosto 1918. Un paio di giorni dopo, H.M. Jeffers calcolò la prima orbita ellittica utilizzando le posizioni fino al 1° dicembre, ed il risultato fu una data del perielio dell'8,79 ottobre 1918 con un periodo di 6,71 anni. Durante le due settimane successive, Jeffers determinò la data del perielio per il 16,94 ottobre e il periodo di 5.86 anni, mentre J. Braae e J. Fischer-Petersen determinarono la data del perielio il 28,08 settembre e il periodo in 6.73 anni.
Le orbite che utilizzavano posizioni che coprivano l'intero periodo di visibilità sono state calcolate da Jeffers (1919), J. Larink (1925, 1926), C. de Vegt, L. Kohoutek e Brian G. Marsden (1982), S. Nakano (2001), e K. Kinoshita (2003). Jeffers ha determinato la data del perielio per il 30,67 settembre e il periodo di 6,68 anni. Larink ha determinato la data del perielio per il 29,10 settembre e il periodo in 6,71 anni. De Vegt, Kohoutek e Marsden hanno rimisurato le lastre fotografiche ottenute nel 1918, ed hanno determinato la data del perielio al 30,25 settembre e il periodo in 6,67 anni. Usando le posizioni rimisurate, Nakano ha dato la data del perielio al 30,14 settembre e il periodo in 6,67 anni, mentre Kinoshita ha dato la data al perielio al 30,24 settembre e il periodo in 6,67 anni. NK 1055 .

( Diagramma orbitale - JPL ).
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LA COMETA PERDUTA
D/1952 B1 (HARRINGTON-WILSON)

La cometa Harrington-Wilson, formalmente D/1952 B1 (Harrington-Wilson), è una cometa periodica, che attualmente è considerata una cometa perduta in quanto è stata osservata solo durante un mese dopo la sua scoperta, e poi non si è riusciti ad osservarla ai seguenti passaggi al perielio alcuni dei quali si ipotizzava che presentassero condizioni favorevoli alla sua riscoperta.

Scoperta:
Robert George Harrington e Albert George Wilson (Palomar Observatory, California, USA) hanno scoperto questa cometa utilizzando il telescopio Schmidt da 122 cm durante il corso della National Geographic Society-Palomar Observatory Sky Survey. Apparve per la prima volta su una lastra esposta il 30,45 gennaio 1952, e ne hanno stimato la magnitudine in +15, descrivendo la cometa come diffusa, con una coda lunga meno di un grado. Gli scopritori hanno confermato la cometa su una lastra esposta il 4,43 febbraio.

Osservazioni:
Il 16 e 17 febbraio, Harrington e Wilson hanno fotografato la cometa usando lo Schmidt da 122 cm, e la cometa è stata descritta come ben definita, con una magnitudine di circa +15. Il 17-19 febbraio, D.J. Martinoff (Osservatorio Engelhardt, Kazan, Russia) ha fotografato la cometa usando lo Schmidt da 38 cm e ha indicato la magnitudine come "un po' più debole di " +15. Il 19 febbraio, L.E. Cunningham (Mount Wilson, California, USA) ha ottenuto un'esposizione di 6 minuti della posizione prevista della cometa utilizzando il riflettore da 152 cm e ha trovato "immagini molto deboli e diffuse vicino a una stella luminosa". Il 21 febbraio, Cunningham ha ottenuto un paio di esposizioni di 9 minuti della cometa utilizzando il riflettore da 254 cm e l'ha osservata visivamente con lo stesso strumento. Visivamente, ha detto che la cometa era vicina al limite di visibilità e ha dato una magnitudine di +15,8. L'esposizione fotografica finale per consentire la misurazione di una posizione precisa è stata effettuata da Cunningham il 25,39 febbraio. George van Biesbroeck (Yerkes Observatory, Wisconsin, USA) ha ottenuto fotografie della posizione della cometa utilizzando il riflettore di 61 cm il 25 marzo, ma non è stata trovata alcuna traccia della cometa, anche se sono state registrate stelle fino alla magnitudine di +18. Sfortunatamente, Cunningham non è stato in grado di raggiungere il Monte Wilson a causa della neve alta. La cometa è stata rilevata l'ultima volta il 16 e 19 aprile, quando Harrington e Wilson l'hanno fotografata usando il telescopio Schmidt da 122 cm, ed hanno stimato la magnitudine come +19 / +20. Secondo Cunningham, la nebulosità era allora così diffusa "che le posizioni precise saranno difficili o impossibili da misurare".

Parametri orbitali:
La prima orbita ellittica è stata calcolata da Leland E. Cunningham e rappresentava sei posizioni nell'arco di 22 giorni, e ha fornito la data del perielio per il 30,37 ottobre 1951 e il periodo come 6,38 anni. Le orbite successive hanno utilizzato sette posizioni che coprono il periodo dal 30 gennaio al 25 febbraio del 1952, così come le perturbazioni planetarie. Brian Geoffrey Marsden (1979) ha indicato la data del perielio per il 30,41 ottobre e il periodo come 6,36 anni. Syuichi Nakano (2002) ha indicato la data del perielio per il 30,36 ottobre e il periodo come 6.35 anni. Kazuo Kinoshita (2003) ha indicato la data del perielio al 30,37 ottobre e il periodo come 6.35 anni. P. Rocher (1995) ha indicato la data del perielio al 30,37 ottobre e il periodo come 6.35 anni. Le incertezze sui parametri sono abbastanza importanti, tanto che qualsiasi influenza gravitazionale subita dalla cometa, può aver prodotto risultati completamente diversi tra loro.

( Diagramma orbitale - JPL ).
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LA COMETA PERDUTA
D/1977 C1 (SKIFF-KOSAI)

La D/1977 C1 (Skiff-Kosai), anche indicata semplicemente come cometa Skiff-Kosai, è una cometa periodica, che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC) e fa pure parte della famiglia di comete quasi-Hilda (QHC). La cometa viene considerata perduta in quanto non si è più riusciti a riosservarla ai passaggi al perielio successivi alla sua scoperta.

Scoperta & Osservazioni:
E. Bowell (Lowell Observatory), riportò la scoperta nel 1986, da parte di Brian A. Skiff di una cometa nel corso della UK-Caltech Asteroid Survey extension, su una lastra fotografica ripresa da Chales Thomas Kowal con il telescopio Schmidt da 1,2m a Mt. Palomar il 13 febbraio 1977. La cometa è stata collegata da Brian Geoffrey Marsden come identica a un oggetto scoperto da Hiroki Kosai con il telescopio Schmidt da 1,0m a Kiso, e per il quali le posizioni sono state pubblicate da Kosai e K. Hurukawa sulla MPC 5587 con la denominazione 1977 DV3. Kosai nel 1986 confermò la natura cometaria dell'oggetto trovando un'immagine su un'altra esposizione fatta sempre a Kiso, circa un mese dopo. La cometa era fortemente condensata, ma aveva una leggera chioma. 
È sicuramente di breve periodo e fu quindi designata 1976 XVI, ma l'incertezza nel suo periodo, va da una a 2 settimane circa. È stata osservata per un solo 27 giorni tra il 13 febbraio e il 12 marzo del 1977, e da allora non è più stata vista. IAUC 4250 .

Parametri orbitali:
Vi forniamo i parametri calcolati da Kinoshita, che sul suo sito prevede ben tre evoluzioni orbitali che a lungo andare forniscono errori di anni, in quelli del JPL, per il periodo di rivoluzione, si da un errore di circa +/- 13 giorni.

DATI dai calcoli di Kazuo Kinoshita:

D/1977 C1 (Skiff-Kosai)
Epoca 1976 Agosto 10.0 TT = JDT 2443000.5
T 1976 Agosto 3.86812 TT                        da Kinoshita
q   2.8496144 UA           (2000.0)           P               Q
n   0.1306422      Peri.   26.52013     -0.29651213     -0.95343693
a   3.8466304 UA   Nodo    80.76937     +0.86600431     -0.29275810  
e   0.2591920      Incl.    3.20143     +0.40263767     -0.07246177
P   7.54 anni 
da 8 osservazioni nel 1977 dal 13 Febbraio al 12 Marzo, residuo medio 0".30.
Residui in secondi d'arco: 
770213 675  0.1-  0.2-    770218 381  0.7+  0.3+    770312 381  0.2-  0.5+    
770213 675  0.0   0.2+    770219 381  0.5-  0.0     770312 381  0.2+  0.5-    
770218 381  0.1-  0.0     770219 381  0.0   0.3-
( Diagramma orbitale al passaggio al perielio del 1976 - JPL ).
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LA COMETA PERDUTA
D/1978 R1 (HANEDA-CAMPOS) 

La cometa Haneda-Campos, formalmente D/1978 R1 (Haneda-Campos), era una piccola e debole cometa periodica appartenente alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), e ad oggi è una cometa perduta dato che non è stata riosservata negli ultimi passaggi al perielio.
Alcuni astronomi ritengono che la cometa possa essere il corpo progenitore dello sciame meteorico delle Capricornidi di ottobre.

Scoperta:
Toshio Haneda (Haranomachi, Fukushima, Giappone) ha scoperto questa cometa con un rifrattore da 8,5 cm l'1,52 settembre 1978, e la descrisse come diffusa, con una condensazione, e di circa magnitudine +10. José da Silva Campos (Durban, Sud Africa) scoprì indipendentemente questa cometa l'1,88 settembre 1978, e descrisse la cometa come diffusa, con una condensazione, e di magnitudine circa +9. IAUC 3259 .

Osservazioni:
La prima immagine di pre-scoperta è stata riportata da Arie J.B. Verveer (Osservatorio di Perth), che ha trovato la cometa su una lastra esposta l'11,70 agosto, stimandone la magnitudine come +11 e ha descritto la cometa come diffusa, con condensazione, ma senza coda. Ulteriori immagini sono state trovate da Eleonor Helin e S.J. Bus (Palomar Mountain Observatory su una lastra esposta il 10,33 agosto, e da G. Pizarro (European Southern Observatory) su una lastra esposta il 9,15 agosto. Helin e Bus hanno stimato la magnitudine come +13 / +14 , mentre Pizarro l'ha stimata in +11. [Link-PDF] .


La cometa era al massimo della sua luminosità nel periodo della sua scoperta visiva, con diversi osservatori che hanno riportato una magnitudine totale nell'intervallo tra +9 e +10, durante la prima settimana di settembre. Con la cometa che è passata nel punto più vicino alla Terra a 0,1540 UA, il 9 settembre 1978, questa apparizione è stata eccezionale e ha indicato che la cometa era un oggetto intrinsecamente debole. Gli osservatori hanno continuato a descrivere la cometa come diffusa, con una condensazione per gran parte di settembre, anche se le descrizioni sono cambiate verso la fine del mese. Il 24 settembre, gli astronomi della stazione astronomica Cerro El Roble dell'Università del Cile hanno fotografato la cometa, e l'hanno descritta come un'immagine nebulosa di circa 4 secondi d'arco con un'ampia coda che si estendeva per 20 secondi d'arco verso nord-nordest.
La cometa è stata rilevata l'ultima volta il 29,22 novembre 1978, quando gli astronomi della stazione Agassiz dell'Osservatorio dell'Harvard College l'hanno fotografata, e la sua magnitudine nucleare è stata stimata in +18.
Sono state fatte previsioni per i ritorni del 1984-1985 e del 1991, ma non è stata trovata alcuna traccia della cometa. Altre previsioni da Syuichi Nakano: NK 779 (per il 2004) - NK 4292 (per il 17 aprile 2023). Dal sito di Seiichi Yoshida: [Index Link] .

Ipotesi di recupero:
La curva di luce degli anni '70 del XX secolo sembra suggerire che abbia subito un fenomeno esplosivo-eruttivo quando è stata scoperta, il che probabilmente significa che la cometa non è andata perduta, ma è sempre stata troppo debole per essere recuperata nei successivi ritorni da allora. Con queste considerazioni, si può dire che la possibilità migliore sarà nel 2029 quando dovrebbe passare piuttosto vicino alla Terra come aveva fatto nel 1978.

Parametri orbitali:
Le primissime orbite calcolate per questa cometa erano ellittiche, e apparvero sulla IAUC 3260 (del 6 settembre 1978, vedi sopra). Sono state calcolate indipendentemente da M.P. Candy e Brian Geoffrey Marsden. Candy ha utilizzato 6 posizioni ottenute tra il 2 e il 4 settembre e ha determinato la data del perielio per il 9,43 ottobre 1978, la distanza del perielio come 1,100 UA e il periodo orbitale come 4,95 anni. Marsden ha utilizzato 9 posizioni ottenute tra il 2 e il 5 settembre. La data del perielio è stata determinata come 9,48 ottobre 1978, la distanza del perielio era 1,103 UA e il periodo orbitale era di 5,84 anni. Marsden ha affermato che questa orbita suggeriva che la cometa si fosse avvicinata a Giove nel 1969. L'annuncio delle immagini precedenti alla scoperta ha consentito a Marsden di calcolare un'orbita rivista il 19 settembre, utilizzando 14 posizioni ottenute tra il 10 agosto e il 12 settembre, Marsden ha determinato la data del perielio per il 9,49 ottobre 1978, la distanza del perielio come 1,102 UA, e il periodo orbitale era di 5,99 anni. Marsden commentò che questa orbita indicava che la cometa era passata a 0,3-0,4 UA da Giove nel 1957 e nel 1969.
Marsden ha rivisto i suoi calcoli orbitali durante il gennaio del 1979, utilizzando 24 posizioni ottenute dal 9 agosto 1978 all'8 novembre 1978, e la data del perielio risultante era il 9,50 ottobre 1978, la distanza del perielio era 1,101 UA e il periodo orbitale era di 5,97 anni.

( Diagramma orbitale - JPL ).
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LA COMETA DISGREGATA
P/2013 R3 (Catalina-PANSTARRS)

P/2013 R3 Catalina-PANSTARRS è attualmente catalogata come una cometa periodica appartenente alla famiglia delle comete della fascia principale (MBC). 
Questo oggetto celeste è stato scoperto il 15 settembre 2013.

Parametri orbitali:
Semiasse maggiore3,032963 UA
Perielio2,2002419 UA
Afelio3,866 UA
Periodo orbitale5,28 anni
Inclinazione orbitale0,86536°
Eccentricità0,2745570
Longitudine del
nodo ascendente
342,02406°
Argomento del perielio11,10834°

Il primo osservato:
Questo oggetto della fascia principale degli asteroidi, ha cominciato a disgregarsi tra il febbraio e il settembre 2013, ossia prima della sua scoperta, e sono stati scoperti 13 frammenti, il più grande dei quali di circa 200 metri di diametro. 
Probabilmente esistono parecchi altri frammenti la cui scoperta non è avvenuta a causa della grandezza limitata degli strumenti usati per studiarlo. Il nucleo dovrebbe essere stato costituito da un asteroide di tipo C. 
Studi più recenti indicano che il nucleo era costituito di un riaggregato di materiali che ha cominciato a disgregarsi nell'agosto 2013, circa un mese prima della scoperta.

Origine:
L'orbita di P / 2013 R3 mostra che è un cosiddetto asteroide della cintura principale, il che significa che orbita insieme a milioni di altri asteroidi in un anello tra Marte e Giove. L'asteroide ha la designazione di una cometa - P / 2013 R3 - perché è stato scoperto che espelleva polvere come una cometa. Jewitt e i suoi collaboratori hanno usato i telescopi Keck da 10 m nelle Hawaii per ottenere immagini di follow-up di P / 2013 R3. Il team è stato sorpreso di scoprire che l'asteroide era composto da più pezzi. Gli astronomi ad oggi hanno visto altri asteroidi della cintura principale rompersi o subire impatti, come SCHEILA o GAULT, e alcune ricerche suggeriscono che altri asteroidi potrebbero essersi frammentati milioni o miliardi di anni fa, dando vita ad alcune famiglie asteroidali oggi note.

Dalle osservazioni di questo oggetto, abbiamo trovato solo frammenti di dimensioni superiori da 100 a 200 m di raggio (albedo geometrico 0,05 assunto). Combinati assieme, i vari componenti di P/2013 R3 formerebbero un singolo corpo sferico con diametro di 800 m, che è la nostra migliore stima della dimensione del oggetto progenitore. (vedi schema sotto).


( Dispersioni dei vari componenti, in nero sulle frecce le velocità di separazione, in rosso dentro i cerchi il giorno da inizio anno in cui è avvenuta la disgregazione dei vari frammenti ).

Cause:
Gli astronomi ipotizzano che P / 2013 R3 potrebbe essersi frammentato non a causa di una collisione con un altro asteroide - gli asteroidi sono in realtà ampiamente separati l'uno dall'altro, contrariamente a quanto mostrato nei famosi film di Hollywood - ma piuttosto a causa degli effetti della luce solare. 

La pressione della luce solare è straordinariamente debole, quindi è sorprendente pensare che possa rompere un asteroide ma la luce del sole esercita comunque una forza sulla superficie dell'asteroide. 
Se la risultante di questa forza non passa attraverso il centro di massa dell'asteroide, l'asteroide può iniziare a girare. Nel corso di milioni di anni, la velocità di rotazione dell'asteroide aumenta fino a quando l'accelerazione centripeta sulla superficie dell'asteroide supera l'accelerazione gravitazionale che tiene insieme l'asteroide.


Le osservazioni sulla disintegrazione di P / 2013 R3 sono importanti per rivelare come la luce solare può influenzare la dinamica degli asteroidi. I teorici hanno predetto la rottura degli asteroidi a causa della forza indotta dalla luce, ma la effettiva disintegrazione non era mai stata vista prima. 
La frammentazione di P / 2013 R3 è un test su come l'effetto cumulativo della luce solare, nel corso di milioni di anni, possa distruggere un asteroide roccioso, in specialmodo i riaggregati da precedenti eventi distruttivi.

Evoluzione osservativa:
 ( Il distacco dei primi frammenti, SOPRA e SOTTO ).

 ( Quadro di insieme di tutti i vari frammenti nella loro evoluzione dispersiva ).

 ( Evoluzione dispersiva e successiva disgregazione del frammento A ).

 ( SOPRA - Evoluzione dispersiva e successiva disgregazione del frammento B e SOTTO evoluzione della luminosità ).

( Evoluzione dispersiva e successiva disgregazione del frammento C ).

LINK-(PDF) : https://arxiv.org/pdf/1703.09668.pdf
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SCHEDE DELLE COMETE NON-RECUPERATE:
(in ordine cronologico di scoperta, le comete non-recuperate fino al 2022).
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C/1921 H1 (DUBIAGO)

La cometa Dubiago, formalmente C/1921 H1 (Dubiago), era conosciuta all'epoca come 1921c oppure 1921 I, è una cometa periodica, che ha avuto vicende alquanto ingarbugliate a cominciare dal nome, riportato generalmente in italiano come Dubiago, mentre secondo altre translitterazioni è scritto anche come Dubjago o Dubyago. Inizialmente la scoperta della cometa, effettuata dall'osservatorio di Kazan, fu attribuita a Dmitrij Ivanovič Dubjago, in seguito fu chiarito che lo scopritore era in realtà suo figlio Aleksandr Dmitrievič Dubjago.
La sua scoperta è avvenuta il 24 aprile 1921 ma l'annuncio è stato dato solo il 14 maggio seguente, questo fatto di per sé non avrebbe importanza se non fosse che la cometa è diminuita rapidamente di luminosità, impedendo così di essere osservata per un più ampio arco temporale, che sarebbe stato necessario per determinare senza ambiguità la sua orbita.
A causa delle poche posizioni ricavate dall'esiguo numero di osservazioni che poterono essere fatte, l'orbita di questa cometa certamente ellittica, è mal conosciuta: 
Secondo il CBAT il suo periodo è di 62,3 anni, secondo Syuichi Nakano, sulla nota NK 348 è di 61,1 anni, di 70,73 anni per il JPL, e secondo la NASA è di 22,0 anni.
Essendo trascorso ognuno di questi periodi senza che la cometa sia stata riosservata la si può considerare attualmente una cometa perduta.
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P/1996 R2 (LAGERKVIST 1)

La cometa P/1996 R2 (Lagerkvist), è una piccola e debole cometa periodica che al suo primo ritorno non era stata recuperata, e nemmeno ai successivi, appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), con un periodo orbitale di 7,36 anni.
Questa cometa di 17a magnitudine, è stata scoperta su una fotografia da Claes Ingvar Lagerkvist. 
I calcoli di Kazuo Kinoshita hanno rivelato che è passata estremamente vicina a Giove nel 1987, fino a 0,0057 UA, e ciò ha ridotto drasticamente la distanza del perielio da circa 5,5 UA fino a circa 2,6 UA. 
Quando si è avvicinata al Sole per la prima volta nel 1996, si è temporaneamente illuminata. fino a +16,5 mag in una insolita esplosione che le ha permesso di essere scoperta, tuttavia, ritornò rapidamente allo stato originale estremamente debole, più debole di +20 mag.
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P/1998 VS24 (LINEAR 2)

La cometa P/1998 VS24 (LINEAR), è una cometa periodica che non è stata recuperata nei successivi ritorni, appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), con un periodo orbitale di 9,56 anni.
Inizialmente fu ritenuto un asteroide apparentemente insignificante scoperto dal programma LINEAR il 10 novembre 1998, che Gareth V. Williams ha identificato con serie di osservazioni isolate da Visnjan il 24, 28 ottobre, e il 26 novembre 1998, e quindi l'orbita risultante aveva una forma cometaria, con un periodo di circa 9,6 anni, inoltre, riconobbe che l'oggetto aveva effettuato un passaggio estremamente ravvicinato a meno di 0,01 UA da Giove nell'ottobre 1971, con ulteriori avvicinamenti a 0,5-0,7 UA sia nel 1983 che nel 1995.
Dopo il posizionamento dell'oggetto nella pagina di conferma NEO, le osservazioni durante il 18,9 e il 19,3 dicembre 1998 UT sono state riportate da J. Ticha e M. Tichy (Klet), P. Pravec (Ondrejov), W.B. Offutt (Cloudcroft) e G.C.L. Aikman (Victoria), la maggior parte dei quali sottolineava che l'oggetto sembra effettivamente avere l'aspetto di una cometa. Offutt, utilizzando un Ritchey-Chretien da 0,6m-f/7, nota specificamente: 
  • "Chioma debole, alquanto asimmetrica che si estende circa 6" a nord, 9" a est, 14" a sud e 9" a ovest della condensazione centrale, che è essa stessa priva di caratteristiche, avendo un 'diametro' di circa 5" (da due a tre volte l'estensione delle immagini di stelle vicine aventi un picco di intensità simile) e un notevole allungamento nella direzione nord-sud".
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P/1999 XN120 (CATALINA 2)

La cometa P/1999 XN120 (Catalina), è una cometa periodica che non è stata recuperata nei 2 successivi ritorni previsti, che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), ha un'orbita a bassa inclinazione, con un periodo orbitale di 8,54 anni.
Questo oggetto che era ritenuto inizialmente di natura asteroidale, di 17a magnitudine, è stato scoperto il 5,19 dicembre 1999 dalla Catalina Sky Survey, con un'orbita simile a quella di una cometa, difatti, successivamente è stata osservata da Hergenrother, l'attività cometaria il 27 febbraio 2000 con il riflettore da 1,54m, mostrava una chioma di 12'' ma senza la presenza di una coda. 
La cometa aveva una distanza del perielio di circa 3,29 UA, il 1° maggio 2000.
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P/2000 C4 (SOHO 5)

La cometa P/2000 C4 (SOHO), è una cometa periodica radente al Sole, che non è stata recuperata negli ultimi 2 ritorni previsti, appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), con un periodo orbitale di 5,44 anni.
Il 17 luglio 2011 Alan Watson ha segnalato la scoperta di una cometa del gruppo Marsden nelle immagini C3 in tempo reale. Rainer Kracht calcolò un'orbita e poi collegò l'oggetto a 2000 C4 = 2005 W1, anche se era necessario utilizzare dei parametri non gravitazionali per far corrispondere le varie date del perielio.
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P/2000 R2 (LINEAR 15)

La cometa P/2000 R2 (LINEAR), è una debole cometa periodica che non è stata recuperata nei successivi 3 passaggi al perielio previsti, appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), con un periodo orbitale di 6,1 anni.
Questo oggetto, mentre era di 19a magnitudine, è stato scoperto come asteroide dalla squadra LINEAR il 3,15 settembre 2000, e successivamente è stato pubblicato sulla pagina di conferma NEO, in seguito è stato segnalato come una cometa in varie esposizioni CCD: 
  •  - 7.2 settembre 2000 UT, chioma condensata di 9'' (D. Balam, Victoria, riflettore da 1,82 m); 
  •  -  7 settembre, l'oggetto sembrava diffuso con una debole coda da est a ovest lunga circa 10" (M. Tichy, Klet, riflettore da 0,57 m); 
  •  - 18.51 settembre, condensazione quasi stellare con una coda piuttosto stretta di 40" in PA 90 gradi (Robert H. McNaught, Siding Spring, riflettore da 1,0 m). 
Le osservazioni astrometriche disponibili sono fornite sulla MPEC 2000-S04, dove gli elementi orbitali mostrano che si tratta di una cometa di breve periodo con una distanza del perielio di circa 1,39 UA. Ha una magnitudine assoluta (H) molto debole di +18,0 IAUC 7492 .
Un incontro con Giove nel novembre 2003 ha causato cambiamenti significativi agli elementi angolari e ha aumentato la distanza perielica a circa 1,46 UA sicuramente diminuendone l'attività, gli incontri successivi aumenteranno ulteriormente il perielio, e adesso potrebbe essere troppo debole per essere recuperata.
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P/2001 H5 (NEAT 2)

La cometa P/2001 H5 (NEAT), è una cometa periodica che non è stata recuperata nel previsto passaggio del 2015, che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), con un periodo orbitale di 14,7 anni.
Eleonor F. Helin, S. Pravdo e K. Lawrence, del Jet Propulsion Laboratory, riportano la scoperta di una cometa di 17a magnitudine, il 24,35 aprile 2001, su immagini CCD scattate con il telescopio Oschin Schmidt da 1,2m a Mt. Palomar nel corso del programma NEAT. Le immagini CCD scattate il 25 aprile 2001 UT da M. Tichy e M. Kocer all'osservatorio di Klet con il riflettore da 0,57m-f/5,2, mostrano che l'oggetto diffuso ha un diametro della chioma di 9". C.E. Lopez riporta che le osservazioni CCD che sono state ottenute il 25 aprile UT. a El Leoncito con il doppio astrografo da 0,5m-f/7,5, mostravano che l'oggetto era diffuso. Ulteriori astrometrie (comprese le osservazioni LINEAR di pre-scoperta del 20 marzo identificate da Brian Geoffrey Marsden) e gli elementi orbitali (T(per) = 27.0 gennaio 2001 TT, q = 2.390 UA, i = 8,4 gradi) sono stati pubblicati su: 
MPEC 2001-H37 - IAUC 7613 . 
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P/2002 EJ57 (LINEAR 24)

La cometa P/2002 EJ57 (LINEAR), è una cometa periodica che non è stata recuperata nell'atteso passaggio del 2018, che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), con un periodo orbitale di 16,5 anni.
Questo oggetto inizialmente ritenuto di natura asteroidale, fu scoperto dalla squadra del progetto LINEAR, il 13,20 marzo 2002 UT. Ulteriori osservazioni dell'oggetto furono individuate durante l'elaborazione di routine presso il Minor Planet Center, e queste indicarono che l'orbita era insolita. L'oggetto è stato quindi posizionato sulla Pagina di Conferma NEO, e nelle seguenti osservazioni CCD da parte di J. Ticha e M. Tichy all'osservatorio di Klet, mostrava una chioma diffusa con diametro di circa 10" l'1.8 maggio 2002 UT, come in quelle di Robert H. McNaught a Siding Spring, dove si notava una chioma circolare con un diametro di circa 7" il 2.5 maggio, confermando la sua natura cometaria.
IAUC 7890 . 
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P/2002 R1 (SOHO 7)

La cometa P/2002 R1 (SOHO), è una debole cometa periodica riosservata alcuni seguenti passaggi indicati come P/2008 A3 e P/2013 Rx, ma dopo questi non è stata successivamente recuperata, appartiene al gruppo dinamico delle comete gioviane (JFC) a causa del fatto che aveva parametri angolari che corrispondevano a quelli di altre comete radenti che fanno parte della solita famiglia di Marsden, per questo passaggio di scoperta la sua orbita è stata calcolata come parabolica con un periodo orbitale sconosciuto.
Successivamente al primo passaggio osservato Peiyuan Sun e Rainer Kracht hanno scoperto una cometa del gruppo Marsden il 26 maggio 2013, che entrambi hanno collegato questo ai precedenti ritorni di una cometa SOHO che si prevedeva sarebbe tornata intorno al 1 giugno di quell'anno.
Ad ora non si sono poi avute altre osservazioni.
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P/2002 S7 (SOHO 4)

La cometa P/2002 S7 (SOHO), denominata anche P/2008 N4, è una cometa periodica che dopo i primi passaggi osservati non è stata recuperata nei successivi, appartiene al gruppo dinamico delle comete gioviane (JFC) nella famiglia delle comete radenti di Kracht, con un periodo orbitale di 5,78 anni.
Brian Geoffrey Marsden ha annotato sulla MPEC 2008-P60 [12 agosto 2008]:
  • Rainer Kracht suggerì che la cometa del gruppo Kracht C/2008 N4 fosse un ritorno della C/2002 S7, principalmente presupponendo che C/2002 S7 fosse essa stessa un ritorno di una tra C/1996 X5, C/1996 X4 o C /1996 X3 (vedi MPEC 2006-C49). L'orbita derivata collega C/2002 S7 e C/2008 N4. Questo collegamento gravitazionale porta ad un tempo del perielio precedente di T = 6 dicembre 1996, anticipato di poche ore rispetto ai valori delle summenzionate comete del 1996.
Ciò potrebbe suggerire la presenza di effetti non gravitazionali, che confermerebbero la natura cometaria di questi oggetti, difatti ulteriori lavori di Brian Geoffrey Marsden hanno confermato questo suggerimento e nella MPEC 2009-J14 [2009 maggio 4] ha osservato:
Facendo seguito a MPEC 2008-P60, Rainer Kracht ha suggerito che il collegamento corretto per C/2002 S7 = C/2008 N4 è con C/1996 X3, presupponendo che la cometa fosse influenzata da piccole forze non gravitazionali (vedi anche MPEC 2009-H56). Il collegamento non gravitazionale si otteneva con parametri A1= 0,0000, e A2= +0,0027, grazie al lavoro di Kracht.
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P/2003 F2 (NEAT 14)

La cometa P/2003 F2 (NEAT), è una cometa periodica che non è stata recuperata che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), con un periodo orbitale di 16,1 anni.
Un oggetto apparentemente ritenuto di natura asteroidale, mentre era di 20a magnitudine fu scoperto dal progetto NEAT del JPL il 27 marzo 2003, e quindi dopo che è stato pubblicato sulla pagina di conferma NEO, è stato segnalato come debolmente cometario da alcuni osservatori (IAUC 8104): 
  •  - Gianluca Masi riferì che le osservazioni CCD in buone condizioni (seeing 0".9) con il telescopio danese da 1,54m presso l'ESO del 28,3 e 29,1 marzo 2003 UT mostravano che l'oggetto non era stellare, ed aveva un leggero allungamento verso PA 315°, tale che appariva una condensazione nucleare sul lato sud-est di una chioma che ha dimensioni 5,5" lungo l'asse sudest-nordovest e 4" lungo l'asse nordest-sudovest. 
  •  - Inoltre le immagini riprese con il telescopio KLENOT da 1,06m a Klet il 31.9 marzo 2003 di M. Tichy e M. Kocer mostravano che l'oggetto era leggermente diffuso con un diametro della chioma di 6". 
Ha una distanza del perielio di 2,9 UA, e Syiuchi Nakano fa notare che l'orbita preliminare era molto simile a quella di P/2001 BB50 (LINEAR-NEAT) e che entrambi gli oggetti erano stati per l'ultima volta al perielio alla fine di marzo 1987. Maik Meyer disse che, in base alle orbite attuali, la loro separazione era di soli 0,016 UA nel luglio 1989, ma ulteriori osservazioni purtroppo eliminarono la possibilità di scissione all'ultimo ritorno, pur conservando la somiglianza delle orbite. Nakano disse inoltre che gli elementi angolari dell'orbita sono simili a quelli di C/1931 AN, anche se ha un'orbita poco definita sulla base delle limitate osservazioni effettuate nell'arco di pochi giorni.
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P/2003 T12 (SOHO 6)

La cometa P/2003 T12 (SOHO), è una cometa periodica che non è stata recuperata che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), con un periodo orbitale di 4,14 anni.
Il 19 gennaio 2012 Alan Watson ha scoperto un oggetto sfocato con una coda nelle immagini STEREO H1b del 17 gennaio. William Thompson ha poi trovato le immagini in COR2B, dove ha mostrato un forte schiarimento della diffusione in avanti. Man-To Hui ha calcolato un'orbita parabolica preliminare e ha aggiunto misurazioni astrometriche delle immagini COR2B. Rainer Kracht aggiunse i vettori STEREO e calcolò un'orbita di breve periodo, che poi collegò a 2003 T12 (SOHO), che Brian Marsden aveva notato potesse essere una cometa di breve periodo. Ha suggerito che dovrebbe essere visibile anche nelle immagini STEREO del 2007, e Alan Watson lo ha trovato nelle immagini del novembre di quell'anno. Rainer Kracht ha annotato che la cometa si è avvicinata alla Terra a 0,18 UA il 26 gennaio 2008. Al momento dell'avvicinamento massimo era a circa -50° di declinazione e vicino alla quadratura. La cometa ha un perielio a 0,6 UA.
La cometa è stata ripresa da Worachate Boonplod nelle immagini STEREO-A del 20 febbraio 2016. Un'orbita collegata è stata pubblicata il 12 marzo 2016 [MPEC 2016-E131].
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P/2004 FY140 (LINEAR 48)

La cometa P/2004 FY140 (LINEAR), è una cometa periodica che non è stata recuperata che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), con un perielio a 4,11 UA, un'eccentricità di 0,171, inclinata di 2,13°, e con periodo orbitale di 11 anni.
Inizialmente ritenuto un oggetto di natura asteroidale, fu scoperto dalla squadra del programma LINEAR il 27,33 marzo 2004 UT, in seguito alla sua pubblicazione, è stato osservato che aveva un aspetto non-stellare nelle immagini scattate da Carl Hergenrother il 19 e 20 maggio 2004, confermando quindi la sua natura cometaria. NK 1230 .
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P/2004 R3 (LINEAR-NEAT 6)

La cometa P/2004 R3 (LINEAR-NEAT), è una cometa periodica che non è stata recuperata che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), ha un perielio a 3,84 UA, un'eccentricità di 0,442, inclinata di 7,97°, e con un periodo orbitale di 7,52 anni.
Il 15 settembre 2004 il team del progetto NEAT del Jet Propulsion Laboratory ha riferito al Minor Planet Center le osservazioni del 13 settembre 2004 di un oggetto cometario osservato a Mt. Palomar in collaborazione con Michael Brown, del California Institute of Technology. Le osservazioni con il telescopio Schmidt da 1,2m hanno mostrato che l'oggetto era diffuso con una chioma di circa 5'' di diametro e una condensazione di 2'' ma senza una coda evidente. Il Minor Planet Center ha quindi stabilito che l'oggetto era identico ad un presunto asteroide della fascia principale, scoperto grazie alle osservazioni del 10 e 13 settembre riportate dalla squadra del programma LINEAR. 
Le due osservazioni di "scoperta" sono le seguenti:
   2004 UT RA (2000)   DEC         AR           Mag  Osservatore
     sett.10.29965 - 0 37 23,60 / +14 18 11,9 - 20,1 - LINEAR
     sett.13.26186 - 0 35 27,70 / +14 21 11,6 - 19,1 - NEAT
Dopo il posizionamento sulla "Pagina di conferma NEO" sono state ricevute ulteriori osservazioni, tra cui un rapporto da G. Jones, presso Tucson, AZ (riflettore Ritchey-Chretien da 0,32m), secondo cui il 16,20 settembre 2004 UT l'oggetto aveva una chioma di 3'' diametro, ed una coda di 10" in PA 230°, nonché uno di J. Young, a Table Mountain Observatory (riflettore di 0,6m), sottolineando che il 16 settembre 2004 aveva una chioma di 5" (senza apparente condensazione) e una coda a forma di ventaglio tra PA 210 gradi e 270 gradi, che si estendeva per circa 8", oltre ad una punta diritta e stretta estesa 40" in PA 236 gradi. 
IAUC 8407 .
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P/2005 L1 (McNAUGHT 5)

La cometa P/2005 J1 (McNaught), è una cometa periodica che non è stata recuperata negli attesi 2 passaggi al perielio successivi, che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), ha un'orbita con il perielio a 3,143 UA, un'eccentricità di 0,2092, inclinata di 7,737°, e con un periodo orbitale di 7,92 anni.
Robert H. McNaught ha scoperto questa cometa con il telescopio Uppsala Schmidt di 0,5m durante la Siding Spring Survey, il 2,66 giugno 2005 UT, e al momento della scoperta era di 17a magnitudine. 
Si trova in un'orbita di breve periodo, con il perielio il 13 dicembre 2005.
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P/2007 Q2 (GILMORE 1)

La cometa P/2007 Q2 (Gilmore), è una cometa periodica che non è stata recuperata al successivo ritorno previsto, che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), ha un'orbita con un'eccentricità di 0,671, inclinata di 10,24°, e con un periodo orbitale di 13,23 anni.
Un oggetto apparentemente asteroidale, scoperto da Alan Gilmore sulle immagini CCD scattate con il riflettore da 1 metro dell'Osservatorio della Mount John University (NZ) il 22,58 agosto 2005, è stato dimostrato che ha una chioma e una coda dopo la pubblicazione sulla NEOCP. 
La cometa, in quel momento, era vicina al perielio a circa 1,84 UA che ha passato il 23 agosto 2007.
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P/2007 S1 (ZHAO 1)

La cometa P/2007 S1 (Zhao), è una cometa periodica che non è stata recuperata nei 2 successivi ritorni previsti, che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), ha un'orbita con il perielio a 2,494 UA, un'eccentricità di 0,343, inclinata di 5,97°, e con un periodo orbitale di 7,4 anni.
Haibin Zhao presso l'Osservatorio Purple Mountain, ha scoperto questa cometa di 18a magnitudine, su immagini CCD ottenute con il telescopio Schmidt da 1,04m-f/1,8 alla stazione XuYi il 17,79 settembre 2007 UT. Ciò è stato confermato dopo la pubblicazione sulla NEOCP e ulteriori osservazioni di pre-scoperta sono state trovate nelle osservazioni di LONEOS di Tim Spahr.
La cometa era al perielio il 6,84 dicembre 2007.
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P/2007 T2 (KOWALSKI 3)

La cometa P/2007 T2 (Kowalski), è una cometa periodica che non è stata recuperata nei 3 passaggi al perielio successivi, che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), ha un'orbita con un'eccentricità di 0,775, inclinata di 9,9°, e con un periodo orbitale di 5,44 anni.
Richard A. Kowalski ha scoperto questa cometa di 17a magnitudine, il 9,51 ottobre 2007 UT, nelle immagini scattate durante la Catalina Sky Survey con lo Schmidt da 0,68 m. 
La natura cometaria è stata confermata in seguito alla pubblicazione sulla NEOCP. 
La cometa ha superato il perielio a 0,696 UA, il 19 settembre 2007.
Era stato ipotizzato che potesse essere un ritorno della cometa perduta di Lexell, ma solo poche simulazioni portavano a confermare questa ipotesi.
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P/2008 Y12 (SOHO 8)

La cometa P/2008 Y12 (SOHO), è una cometa periodica radente il Sole, riosservata nel 2014, ma che non è stata recuperata al seguente passaggio del 2019, non appartiene a nessuna famiglia delle comete radenti ed appartiene al gruppo dinamico delle comete gioviane (JFC), ha un'orbita con un perielio a sole 0,0654 UA, un'eccentricità di 0,979, inclinata di 23,345°, e con un periodo orbitale di 5,4 anni.
Fu scoperta nelle immagini C2 della sonda SOHO, da Rainer Kracht il 23 dicembre 2008. 
Nel 2012, sono state trovate ulteriori immagini nei fotogrammi STEREO HI-1A del 21 e 22 dicembre, che portarono ad un'orbita migliorata. Michal Kusiak ha poi notato che esisteva una forte somiglianza con l'orbita delle meteore Delta Acquaridi Meridionali.
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P/2009 WX51 (CATALINA 10)

La cometa P/2009 WX51 (Catalina), è una cometa periodica, che non è stata recuperata nei 2 passaggi al perielio successivi che erano previsti, che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), ha un'orbita con un perielio a 0,8 UA che ha passato il 31 gennaio 2010, un'eccentricità di 0,74, inclinata di 9,59°, e con un periodo orbitale di 5,41 anni.
Le immagini satellitari WISE, scattate il 2 e 3 aprile 2010 hanno dimostrato che un oggetto che inizialmente appariva di natura asteroidale, che era stato scoperto dalla Catalina Sky Survey il 22,25 novembre 2009, mostravano l'aspetto di una cometa, e si stimava che l'oggetto potesse avere una magnitudine di circa +20. In seguito è stata osservata fino al 17 aprile 2010.
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P/2010 H2 (VALES 1)

La P/2010 H2 (Vales), potrebbe essere un asteroide che abbia subito un impatto, oppure una cometa periodica che non è stata recuperata al seguente ritorno previsto per il 2017, che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), nel sottogruppo delle Quasi-Hilda (QHC).
Ha un'orbita con un perielio a 3,108 UA che ha passato il 9,35 marzo 2010, un'eccentricità di 0,193, inclinata di 14,25°, e con un periodo orbitale di 7,55 anni.
Questo oggetto di 13a magnitudine, scoperto il 16 aprile 2010, è stato poi identificato come una cometa, ma Richard Miles, che ha ottenuto alcuni dei primi dati di astrometria e fotometria, ci fornisce le seguenti informazioni aggiuntive:
  • Il 16 aprile 2010, Jan Vales dell'osservatorio Crni Vrh, in Slovenia, ha scoperto un oggetto stellare di 13a magnitudine, che si muoveva lentamente attraverso il cielo. Osservazioni effettuate con telescopi più grandi alcune ore dopo hanno mostrato che l'oggetto era leggermente più diffuso rispetto alle stelle adiacenti ed è stato successivamente identificato come una nuova cometa, che sembra aver subito un'esplosione di ben 7 magnitudini o più in un intervallo di tempo inferiore a 14 ore. Questa insolita cometa, è stata osservata il 19 aprile con il telescopio Faulkes North da 2,0m, utilizzando sei diversi filtri in tutto. In questo momento, la cometa ha una regione centrale molto luminosa, leggermente ellittica, di circa 3,3 x 3,9'' (FWHM) e la chioma esterna si estende per circa 35 x 40'', inclinata in PA 70/250 gradi. Una serie di 13 immagini è stata tracciata e impilata utilizzando il software Astrometrica e quindi sottoposta all'elaborazione del gradiente rotazionale utilizzando il software IRIS per far emergere i deboli dettagli all'interno della chioma interna, come mostrato nell'immagine allegata qui sotto.
  • L'orbita dell'oggetto mostra che appartiene alla famiglia di asteroidi conosciuti come Gruppo Hilda, che sono mantenuti nella loro orbita attraverso la risonanza orbitale con il pianeta Giove. Potremmo aver assistito a un evento in cui l'asteroide in questione si è scontrato con un corpo più piccolo provocandone la disintegrazione in frammenti, rilasciando polvere e gas nel processo. D'altra parte, qualche processo interno potrebbe aver innescato quella che è essenzialmente un'esplosione cometaria: semplicemente non lo sappiamo in questa fase!
  • Conosciamo già quasi 20 comete di tipo Hilda e P/2010 H2 sembra essere il membro più recente ad unirsi a questo gruppo. Nell'ultima immagine si possono vedere getti di polvere che fuoriescono in almeno 5 direzioni diverse. Tuttavia, la maggior parte del materiale che riflette la luce solare rimane ancora entro meno di 5 secondi d'arco dal nucleo quasi 4 giorni dopo l'esplosione iniziale, il che significa che la maggior parte della massa del corpo genitore si sta allontanando in tutte le direzioni a meno di 30 m/s. , vale a dire una sorta di passo di lumaca per un'esplosione così massiccia. Ulteriori osservazioni per seguire l'evoluzione di questa nuova cometa, che raggiungerà il perielio intorno al 21 maggio, aiuteranno a comprenderne la vera natura.
( Immagine di Richard Miles della BAA, del 19 aprile 2010 ).
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P/2011 V1 (BOATTINI 7)

La cometa P/2011 V1 (Boattini), è una cometa periodica che non è stata recuperata al seguente ritorno previsto, che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), ha un'eccentricità di 0,5553, un'inclinazione di 7,398°, e con un periodo orbitale di 7,54 anni.
L'astronomo italiano Andrea Boattini ha scoperto questa cometa, mentre era di 19a magnitudine, nelle immagini riprese nell'ambito della Mt. Lemmon Survey scattate l'1,30 novembre 2011, ed è stato poi in grado di trovare anche immagini di pre-scoperta del 22 ottobre 2011. 
La cometa era al perielio l'11 maggio 2011 a 1,7093 UA.
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P/2011 W1 (PANSTARRS 5)

La cometa P/2011 W1 (PanSTARRS), è una cometa periodica che non è stata recuperata al seguente ritorno previsto, che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), ha un'eccentricità di 0,29, un'inclinazione di 3,72°, e con un periodo orbitale di 10,06 anni.
La squadra di Pan-STARRS ha scoperto questa cometa mentre era di 19a magnitudine, il 26,54 novembre 2011. Era al perielio a 3,3121 UA il 22 gennaio 2012.
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P/2012 G1 (PANSTARRS 9)

La cometa P/2012 G1 (PanSTARRS), è una cometa periodica che non è stata recuperata al seguente atteso ritorno al perielio del 2020, che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), ha un'eccentricità di 0,33, un'inclinazione di 12,17°, e con un periodo orbitale di 8,518 anni.
La squadra di Pan-STARRS ha scoperto questa cometa, mentre era di 21a magnitudine, il 13,35 aprile 2012. La conferma è stata fatta da altri astrometristi tra cui un team comprendente Richard Miles, Giovanni Sostero, Nick Howes ed Ernesto Guido che utilizzavano il telescopio Faulkes North a Haleakala. La cometa era al perielio a 2,795 UA il 21 marzo 2012.
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P/2012 O1 (McNAUGHT 24)

La cometa P/2012 O1 (McNaught), è una cometa periodica che non è stata recuperata al seguente atteso ritorno al perielio del 2019 ed anche il prossimo del 2025 avrà una geometria molto sfavorevole, appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), ha un'eccentricità di 0,579, un'inclinazione di 11,43°, e con un periodo orbitale di 6,726 anni.
Robert H. McNaught ha scoperto questa cometa, mentre era di 19a magnitudine, sulle immagini CCD scattate con il telescopio Uppsala Schmidt da 0,5m a Siding Spring il 18,74 luglio 2012, quando la cometa era vicina al perielio, che ha passato il 23,91 luglio 2012 a 1,499 UA dal Sole.
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P/2012 O2 (McNAUGHT 25)

La cometa P/2012 O2 (McNaught), è una cometa periodica che non è stata recuperata al seguente atteso ritorno al perielio del 2019 ed anche il prossimo del 2026 avrà una geometria sfavorevole, appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), con un periodo orbitale di 6,89 anni.
Robert H. McNaught ha scoperto questa cometa di 19a magnitudine, sulle immagini CCD scattate con il telescopio Uppsala Schmidt da 0,5m a Siding Spring il 20,60 luglio 2012, mentre la cometa era circa ad un mese dopo il suo perielio, che aveva passato il 25,1 giugno 2012 alla distanza di 1,661 UA dal Sole.
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P/2013 G4 (PANSTARRS 16)

La cometa P/2013 G4 (PanSTARRS), è una cometa periodica che non è stata recuperata al successivo passaggio al perielio che era previsto per il 2022, appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC), ha un'eccentricità di 0,4104, un'inclinazione di 5,926°, e con un periodo orbitale di 9,32 anni.
La squadra di Pan-STARRS ha scoperto questa cometa, mentre era di 21a magnitudine, il 12,49 aprile 2013. Era al perielio a 2,6132 UA il 9,69 febbraio 2013.
Anche il prossimo ritorno non sarà molto favorevole, la cometa passerà difatti a circa 2 UA dalla Terra circa 7 mesi prima del passaggio al perielio, sarà quindi molto debole.
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P/2013 W1 (PANSTARRS 26)

La cometa P/2013 W1 (PanSTARRS), è una cometa periodica che non è stata recuperata al successivo passaggio al perielio che era previsto per il 2020, che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC). Era al perielio a 1,4 UA nel marzo 2014, ha un'orbita con un'eccentricità di 0,5939, un'inclinazione di 4,7°, con un periodo orbitale di 6,47 anni.
La squadra del progetto di ricerca Pan-STARRS ha scoperto questa cometa, mentre era di 21a magnitudine, il 24,31 novembre 2013, inoltre sono state trovate immagini di pre-scoperta della Catalina Sky Survey scattate il 9,3 novembre 2013.
MPEC 2013-W23 . 
Il passaggio al perielio del 2027 sarà più favorevole per un possibile recupero.
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P/2014 C1 (TOTAS 1)

La squadra del Teide Observatory Tenerife Asteroid Survey aveva scoperto questa cometa di 19a magnitudine, con il riflettore da 1,0m-f4,4 il 1,24 febbraio 2014 UT. La cometa era al perielio a circa 1,7 UA nel dicembre 2013, e inizialmente si riteneva che avesse un periodo di circa 5,4 anni.
Le precedenti previsioni la portavano al perielio durante il 2024, ma nuovi calcoli con nuove osservazioni che ne allungano l'arco osservativo nel 2014, la posizionavano al perielio il 6 luglio 2020, e quindi dovrebbe ritornare verso la fine di giugno del 2028, ma con un perielio incrementato di circa 0,7 UA, per colpa di un passaggio molto ravvicinato a Giove del 23 febbraio 2023 a 0,04411 UA.
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P/2014 U4 (PANSTARRS 31)

La cometa P/2014 U4 (PanSTARRS), è una cometa periodica che non è stata recuperata al successivo passaggio al perielio che era previsto per il 2021, che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC). La cometa era al perielio a 1,8 UA il 3,93 agosto 2014, ha un'orbita con un'eccentrità di 0,471, un'inclinazione di 6,457°, con un periodo orbitale di 6,51 anni. Fu immessa in questa orbita quando è passata relativamente vicino a Giove l'11 agosto 2004, entro le 0,25753 UA.
Questa cometa di 21a magnitudine, è stata scoperta nelle immagini di PanSTARRS-1 scattate con il telescopio Ritchey-Chretien da 1,8m il 28 ottobre 2014, con immagini di pre-scoperta trovate fin dal 2 settembre da parte di Gareth Williams, altre immagini della Catalina Sky Survey del 30 settembre, ed infine dalle immagini di Spacewatch di ottobre, trovate da Tim Spahr. 
CBET 4014 🔐 - MPEC 2014-V41 .
Il passaggio del 2027 risulterà molto più favorevole, rendendo possibile il suo recupero.
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P/2015 X6 (PANSTARRS 52)

La cometa P/2015 X6 (PanSTARRS), è una cometa periodica che non è stata recuperata al seguente passaggio al perielio atteso per il 2020, appartiene al gruppo delle comete della fascia principale (MBC), potrebbe anche essere un'asteroide che è divenuto attivo in seguito ad un impatto o a causa di instabilità rotazionale dovuta all'effetto YORP. 
La cometa era al perielio a 2,287 UA il 18,64 marzo 2016, ha un'orbita a bassa eccentricità di 0,17, con l'afelio a 3,22 UA, con un'inclinazione di 4,56°, e con un periodo orbitale di 4,57 anni.
Questa cometa, mentre era di 21a magnitudine, è stata scoperta nelle immagini di PanSTARRS-1 scattate con il telescopio Ritchey-Chretien da 1,8 metri il 7 dicembre 2015, con immagini di pre-scoperta dal 12 novembre, è poi stata osservata fino al 7 marzo 2016.
CBET 4221 🔐 - MPEC 2015-X180 .
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P/2016 G1 (PANSTARRS 55)

La cometa P/2016 G1 (PanSTARRS), è una cometa periodica che risulta essere andata distrutta, che apparteneva al gruppo delle comete della fascia principale (MBC), ed aveva un'orbita con una bassa eccentricità di 0,21, inclinata di 10,97°, e con un periodo orbitale di 4,15 anni.


Era stata scoperta dalla squadra del programma di ricerca Pan-STARRS il 1º aprile 2016, e già al momento di questo annuncio erano state trovate immagini di pre-scoperta risalenti al 12 marzo 2016.
L'oggetto in effetti non è una cometa, ma in realtà è un asteroide che è entrato in collisione con un asteroide più piccolo, la collisione l'ha frantumato in vari frammenti di dimensioni non superiori ai 30 metri di diametro, questi frammenti e le polveri emesse, gli hanno dato l'aspetto cometario, la collisione non è stata osservata ma secondo i calcoli fatti a posteriori sarebbe avvenuta il 6 marzo 2016, ± 3 giorni, permettendo quindi la sua scoperta poche settimane dopo.


L'asteroide che ha dato origine alla P/2016 G1 (PANSTARRS) fa parte, così come la cometa, della famiglia di asteroidi Adeona formatasi circa 620 ± 190 milioni di anni fa a seguito di una collisione gigante tra due asteroidi. La famiglia Adeona è composta di asteroidi di tipo C e CH.
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P/2016 P1 (PANSTARRS 57)

La cometa P/2016 P1 (PanSTARRS), è una cometa periodica che non è stata recuperata al seguente passaggio al perielio atteso per il 2021, appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC).
La cometa era al perielio a 2,279 UA l'8,3 settembre 2015, ha un'orbita con un'eccentricità di 0,2942, un'inclinazione di 25,707°, e con un periodo orbitale di 5,8 anni.
Questa cometa, mentre era di 22a magnitudine, è stata scoperta nelle immagini di PanSTARRS-1 scattate con il telescopio Ritchey-Chretien da 1,8m l'1,41 agosto 2016. 
CBET 4297 🔐 - MPEC 2016-P119 .
Il prossimo passaggio al perielio del 2027, avrà una geometria osservativa molto favorevole per osservazioni dall'emisfero meridionale che possibilmente ne permetteranno il recupero.
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P/2017 S8 (PANSTARRS 70)

La cometa P/2017 S8 (PanSTARRS), è una cometa periodica che non è stata recuperata al seguente passaggio al perielio atteso per il 2022, appartiene al gruppo delle comete della fascia principale (MBC), ma potrebbe anche essere un asteroide che ha mostrato attività a seguito di un impatto o per instabilità rotazionale a causa dell'effetto YORP.
La ​​cometa era al perielio a 1,7 UA il 28 gennaio 2018, ha un'orbita con un'eccentricità di 0,3935, una inclinazione di 29,851°, e con un periodo orbitale di 4,63 anni.
Questa cometa, mentre era di 20a magnitudine, è stata scoperta nelle immagini di PanSTARRS-1 scattate con il telescopio Ritchey-Chretien da 1,8 metri il 30,54 settembre 2017, inoltre sono state trovate delle immagini di pre-scoperta della Catalina Sky Survey del 25 e 29 settembre 2017, ed in seguito era stata pubblicata sulla PCCP come P10E1ZQ. 
Nelle prime immagini era stata osservata una coda molto evidente di 8'', poi nelle immagini del telescopio Canada-France-Hawaii a Mauna Kea, si è osservata una coda di 60'' in PA 295°. 
Ci sono osservazioni fino al 9 febbraio 2018. 
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Altre Comete Perdute:

(Qui di seguito sono raccolte tutte quelle comete ( 8 ) che erano attese al primo ritorno al perielio dal 2023 in avanti, ma che attualmente non sono state recuperate).
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Ritorni che erano previsti nel 2023:
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P/PANSTARRS 89

La P/PANSTARRS 89, denominata anche P/2019 A4, è una cometa periodica o più probabilmente è un asteroide attivo, che appartiene alla Fascia principale degli Asteroidi (MBC), con un'orbita quasi circolare (e= 0,0870750).

Scoperta ed osservazioni:
La cometa di magnitudine +21 è stata scoperta nelle immagini di PanSTARRS 1 scattate con il Ritchey-Chretien da 1,8m il 10,37 gennaio 2019. Ci sono state osservazioni di pre-scoperta da PanSTARRS 1 il 3 gennaio 2019. È stata posizionata sul PCCP come P10Lm7w. La cometa aveva un periodo relativamente breve di circa 4,2 anni ed era al perielio a circa 2,4 UA nel dicembre 2018.
Molto probabilmente non si tratta di una cometa ma solo di un asteroide che ha subito un impatto, difatti nel passaggio al perielio del 2023, non è stata recuperata dato che non essendo più attiva risultava molto più debole.

Studi scientifici:
L'attività dell'asteroide P/2019 A4 è collegata a un evento impulsivo che si è verificato a circa ±10 giorni intorno al perielio, probabilmente a causa di una collisione o di un'interruzione rotazionale. 
La sua orbita è stabile su scale temporali dell'ordine dei 100.000 anni. I modelli della coda di polvere rivelano una raffica a breve termine che ha prodotto (2,0±0,7)×10E6 kg di polvere per un raggio massimo delle particelle r-max = 1 cm. Lo spettro di P/2019 A4 è privo di caratteristiche ed è leggermente più rosso di quello del Sole. [Link] .


Passaggi al perielio:
Passaggi al perielio effettuati e prossimi a breve (Dal sito di Seiichi Yoshida):
_ 4 dicembre 2018 - _ 2 marzo 2023 - _ estate 2027 - ecc.

Parametri orbitali:

DATI da Seiichi Yoshida:

Epoca 2022 Agosto 9.0 TT = JDT 2459800.5
T 2023 Marzo 2.84849 TT                          da Rudenko
q   2.3860068 UA           (2000.0)           P               Q
n   0.23324485     Peri.  342.88563     -0.21705015     -0.95528139
a   2.6137338 UA   Nodo   119.24593     +0.92039250     -0.26881042  
e   0.0871271      Incl.   13.30605     +0.32521819     +0.12320075
P   4.23 anni
da 75 osservazioni 2018 Dic 9 - 2019 Mar 2, residuo medio 0".5.
( Diagramma orbitale - JPL ).
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P/TUBBIOLO 1

La P/Tubbiolo 1, denominata anche P/2005 E1 (Tubbiolo), è una cometa periodica della famiglia dinamica delle comete di Giove, del sottogruppo di Saturno, con un solo passaggio al perielio osservato, la sua orbita risulta molto incerta a causa del breve periodo osservativo di soli 2 mesi.
Andrew F. Tubbiolo scoprì una cometa di 21a magnitudine nelle immagini di Spacewatch scattate il 3,26 marzo 2005. Ulteriori osservazioni astrometriche hanno permesso a Hirohisa Sato di calcolare un'orbita migliorata, e questo suggeriva che la cometa si trova in un'orbita periodica ed era vicina al perielio. Questi calcoli sono stati confermati da Brian Marsden. Il periodo era di circa 19,4 anni, con il perielio avvenuto a circa 4,44 UA a metà marzo 2005. 
Non è stata recuperata, molto probabilmente le incertezze dei suoi parametri non hanno permesso di predirne con precisione la sua posizione.

Passaggi al perielio:
Passaggi al perielio effettuati e prossimi a breve (Dal sito di Seiichi Yoshida):
_ 14 marzo 2005 - _ 1 ottobre 2023 - _ primavera 2042 - ecc.

Parametri orbitali:

DATI da Syuichi Nakano:

     Epoca = 2005 Marzo 11.0 TT
     T     = 2005 Marzo 16.69274  +/- 1.27294 (m.e.) TT 
     Peri. =  170.60391           +/- 0.15456
     Nodo  =    4.41212           +/- 0.00319   (2000.0)   
     Incl. =    5.15553           +/- 0.00188
        q  =    4.4460500         +/- 0.0006136 UA
        e  =    0.3841838         +/- 0.0002172
        a  =    7.2197674         +/- 0.0003777 UA
        n' =    0.05080650        +/- 0.00000402
        P  =   19.399             +/- 0.0015197 anni
                                   (+/- 0.56 day)
     Previsione per il 2023 :

T     = 2023 Ottobre 1.35250 TT     Epoca =  2023 Settembre 13.0 TT  
Peri. = 193.91803                       e =    0.3761889
Nodo  = 335.46834    (2000.0)           a =    7.0597856 UA
Incl. =   4.25961                       n'=    0.05254323
    q =   4.4039725 UA                  P =   18.758 anni
( Diagramma orbitale - JPL ).
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Ritorni che erano previsti nel 2024:
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P/PANSTARRS 1

La P/PANSTARRS 1, denominata anche P/2010 T2, è una cometa periodica, che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane.
Il sondaggio PANSTARRS ha scoperto questa, che è la sua prima cometa il 6,43 ottobre 2010, quando Richard Wainscoat ha notato un oggetto diffuso di magnitudine +21 tra quelli identificati dal sistema di elaborazione degli oggetti in movimento. Ha poi trovato altre immagini del giorno successivo ed è stata confermata dopo la pubblicazione sul NEOCP. La cometa aveva un periodo di circa 13 anni, e il perielio era a circa 3,7 UA nel mese di luglio del 2011.
Successivo ritorno previsto a breve...

Passaggi al perielio:
Passaggi al perielio effettuati e prossimi a breve (Dai siti di Seiichi Yoshida & Kazuo Kinoshita):

Parametri orbitali:

DATI da Seiichi Yoshida:

Epoca 2011 luglio 18.0 TT = JDT 2455760.5
T 2011 luglio 10.99589 TT                         da MPC
q   3.7527969 UA           (2000.0)           P               Q
n   0.07604064     Peri.  356.15918     +0.56222245     -0.81817245
a   5.5178793 UA   Nodo    59.59197     +0.76241654     +0.45639650  
e   0.3198842      Incl.    8.02591     +0.32035439     +0.34970856
P  13.0 anni
da 33 osservazioni 2010 Ott 6 - 2011 Gen 2, residuo medio 0".7.
Previsione per il 2024 da Syuichi Nakano, nota NK 2427:
T     = 2024 Marzo 4.73650 TT       Epoca =  2024 Febbraio 20.0 TT
Peri. = 351.32585                       e =    0.3302773
Nodo  =  58.33391    (2000.0)           a =    5.6428443 UA
Incl. =   7.91101                       n'=    0.07352871
    q =   3.7791410 UA                  P =   13.404 anni
( Diagramma orbitale - JPL ).
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P/PANSTARRS 47

La P/PanSTARRS 47, denominata anche P/2015 R2, è una cometa periodica con un solo passaggio al perielio, e fa parte della famiglia dinamica delle comete di Giove (JFC).
Il breve periodo di osservazione di soli 9 giorni, non permette di avere dei parametri orbitali ben definiti, difatti i dati presentano elevate incertezze, che rendono solo ipotesi le previsioni per il suo ritorno.
La cometa di magnitudine +22 è stata scoperta nelle immagini di PanSTARRS 1 scattate con il Ritchey-Chretien da 1,8m il 9,41 settembre 2015. La cometa era al perielio a circa 2,5 UA nel giugno 2015, ed aveva un periodo di circa 9 anni. CBET 4142 - MPEC 2015-S01 .

Passaggi al perielio:
Passaggi al perielio effettuati e futuri (Dal sito di Seiichi Yoshida):

Parametri orbitali:

DATI da Seiichi Yoshida:

Epoca 2015 giugno 27.0 TT = JDT 2457200.5
T 2015 giugno 8.99235 TT                          da MPCW
q   2.4678352 UA           (2000.0)           P               Q
n   0.10336205     Peri.  149.77821     +0.75204344     +0.65703367
a   4.4967145 UA   Nodo   168.67973     -0.64543167     +0.75019854  
e   0.4511915      Incl.   15.45860     -0.13359875     +0.07422202
P   9.54 anni 
da 24 osservazioni 2015 Settembre 9-18, residuo medio 0".5.
( Diagramma orbitale - JPL ).
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Ritorni che erano previsti nel 2025:
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P/PANSTARRS 176

La P/PanSTARRS 176, denominata anche P/2017 FL36 o 2017 FL36, può essere una cometa periodica con un solo passaggio al perielio osservato, che appartiene alla famiglia dinamica delle comete della fascia principale (MBC), oppure un asteroide momentaneamente attivo dovuto ad un evento circoscritto nel 2017. Questo oggetto difatti ha un'orbita praticamente quasi circolare.
Peter VanWylen aveva ipotizzato che l'oggetto con una denominazione asteroidale 2017 FL36 potesse essere una cometa nel suo messaggio apparso su comets-ml. 
Ciò è stato poi confermato dall'emissione di una MPEC il 23 aprile 2025. 
La cometa è stata scoperta dalla squadra di PanSTARRS il 18,39 marzo 2017 UT, con osservatori che in seguito hanno ripetutamente segnalato la presenza di caratteristiche cometarie da marzo 2017 fino al 29 maggio 2024, quando K. Ly (Università della California a Los Angeles) scrisse che era stata trovata una singola esposizione DECam in banda g, realizzata da D. Lang, R. Zhou e A. Walker con il riflettore da 4m all'Osservatorio Interamericano di Cerro Tololo il 1.19 marzo 2017 UT in Cile, che mostrava che questo asteroide della fascia principale, in realtà aveva una chioma condensata di circa 2" di diametro con una magnitudine totale in banda g di +20,8 e nessun segno di una coda (anche se la chioma sembrava leggermente allungata verso nord).
La ricerca INSA in collaborazione con John Maiker condotta alla fine del mese di agosto del 2024, con una magnitudine limite (Telescopio Riccardi-Honders da 305mm) di +21,0, con 0,8° di spostamento dalla posizione calcolata, non ha prodotto nessun risultato visibile, questo risultato ci aveva fatto ritenere che questo oggetto nel 2017 potesse essere stato vittima di un impatto oppure di una instabilità rotazionale, con quindi una perdita di materiale che ne abbia poi aumentato la visibilità in modo che portasse alle osservazioni che sono state registrate.
La cometa si è trovata al perielio a circa 2,8 UA nell'agosto 2025 con un periodo di circa 5,0 anni, e si è trovata alla minima distanza dalla Terra il 1 dicembre 2025 a 1,906 UA, ma non è stata recuperata.

Passaggi al perielio:
Passaggi al perielio effettuati e futuri (Dal sito di Seiichi Yoshida & dalla CBET):
_ 27 giugno 2015 - _ 7 agosto 2025 - _ 6 agosto 2030 - ecc.

Parametri orbitali:

DATI dalla CBET 5551:

Epoca = 2015 giugno 27.0 TT
T = 2015 giugno 27.29651 TT Peri. = 83.23829
e = 0.0313729 Nodo = 313.66482 (2000.0)
q = 2.8360097 UA Incl. = 15.68806
a = 2.9278653 UA n = 0.19673310 P = 5.01 anni

Epoca = 2020 luglio 10.0 TT
T = 2020 luglio 24.33348 TT Peri. = 88.03132
e = 0.0314010 Nodo = 313.47854 (2000.0)
q = 2.8357063 UA Incl. = 15.68560
a = 2.9276369 UA n = 0.19675612 P = 5.01 anni

Epoca = 2025 luglio 24.0 TT
T = 2025 Agosto 7.55281 TT Peri. = 89.99792
e = 0.0325301 Nodo = 313.44981 (2000.0)
q = 2.8318221 UA Incl. = 15.68682
a = 2.9270390 UA n = 0.19681642 P = 5.01 anni

Epoca = 2030 Agosto 7.0 TT
T = 2030 Agosto 6.67200 TT Peri. = 88.92972
e = 0.0357017 Nodo = 313.39981 (2000.0)
q = 2.8238779 UA Incl. = 15.68095
a = 2.9284276 UA n = 0.19667644 P = 5.01 anni
da 27 osservazioni dal 23 feb al 1 apr 2017, residuo medio 0,4".  
( Diagramma orbitale - JPL ).
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P/PANSTARRS 97

La P/PanSTARRS 97, denominata anche P/2019 S3, è una cometa periodica con un solo passaggio al perielio osservato, che appartiene alla famiglia dinamica delle comete gioviane (JFC).
La cometa di magnitudine +21 è stata scoperta nelle immagini di PanSTARRS 1 scattate con il Ritchey-Chretien da 1,8m il 25,54 settembre 2019. Una volta che l'orbita provvisoria è stata meglio conosciuta, è stato possibile trovare altre osservazioni PanSTARRS 1 e 2 di pre-scoperta di agosto e settembre e immagini del Mt. Lemmon Survey di settembre. È stata inserita nel PCCP come P10RRZi. La cometa era al perielio a circa 1,8 UA nell'agosto del 2019, ed aveva un periodo di circa 6 anni.
CBET 4674 🔐 - MPEC 2019-T82 .
Purtroppo i 2 successivi passaggi al perielio avranno una geometria osservativa sfavorevole con la Terra quasi dalla parte opposta del Sole, rispetto alla posizione della cometa, quindi non ritengo che sia di facile recupero.

Passaggi al perielio:
Passaggi al perielio effettuati e futuri (Dal sito di Seiichi Yoshida):
_ 26 agosto 2019 - _ 18 dicembre 2025 - _ 6 giugno 2032 - ecc.

Parametri orbitali:

DATI da Seiichi Yoshida:

Epoca 2019 Agosto 25.0 TT = JDT 2458720.5
T 2019 Agosto 26.09649 TT           da Gareth V. Williams
q   1.8067896 UA           (2000.0)           P               Q
n   0.15631465     Peri.  212.95081     +0.99540903     -0.05923846
a   3.4129998 UA   Nodo   150.17014     +0.07767747     +0.95889625  
e   0.4706154      Incl.    8.69260     -0.05592028     +0.27750455
P   6.31 anni 
da 56 osservazioni nel 2019 da Ago 27 a Nov 2, residuo medio 0".5.
( Diagramma orbitale - JPL ).
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LE COMETE INCERTE PERDUTE:
(Schede delle 4 comete incerte perdute).
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A/2017 MC9 (PANSTARRS)

La A/2017 MC9 (PanSTARRS), è un oggetto che potrebbe essere una cometa periodica gioviana, oppure un asteroide attivo della Fascia Principale.
L'oggetto 2017 MC9 è stato scoperto il 22 giugno 2017 dal team di PANSTARRS ed è stato osservato per 11 giorni senza poi essere recuperato. In seguito si è trovato una serie molto ampia di osservazioni della Dark Energie Camera - DECam a Cerro Tololo, riprese a settembre 2017, che danno un'orbita robusta con P=6.23 anni e q=1.61 UA, in queste immagini appare sfocato con una coda che punta a ovest e poi a nord-ovest il 2017/07/02 (r=1.61), 2017/07/03 (r=1.61), 2017/07/17 (r=1.61) e 2017/08 /25 (r=1,67), ma non in quelle del 02/09/2017 (r=1,69). 
La simulazione della sua orbita all'indietro mostra che aveva una distanza del perielio molto più elevata di circa 2,1 UA fino all'inizio del 1800, e poi circa 1,85 UA fino agli anni '40 del XX secolo. Il suo perielio del 2017 era in realtà il più vicino al Sole, e sembra il più vicino possibile per un po' mentre oscillerà tra 1,6 e 1,7 UA per i prossimi due secoli.

Passaggi al perielio:
Passaggi al perielio effettuati e futuri (Dal sito di Seiichi Yoshida):
_ 11 luglio 2017 - _ 8 ottobre 2023 - ecc.

Parametri orbitali:

DATI del Jet Propulsion Laboratory:

Epoca 2460000.5 (2023-Febbraio-25.0) TDB

e	0.5248587644950029
a	3.386054082923116   UA
q	1.60885392044683    UA
i	15.60060884911381   deg
nodo	80.12712729740549   deg
peri	222.2392464636978   deg
M	324.5810909804742   deg
T(per)	2460224.409201752503 - 2023-Oct-06.90920175 TDB 
P	2275.827089605267 giorni - 6.230874988652339 anni  
n	0.158184249429266   deg/d
Q	5.163254245399403   UA
( Diagramma orbitale - JPL ).
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A/2000 AZ93 (LINEAR)

La A/2000 AZ93 (LINEAR), è un oggetto che potrebbe essere una cometa con un periodo inferiore a quello terrestre, oppure un asteroide attivo del gruppo Aten.
Questo asteroide di tipo Aten è stato scoperto da LINEAR nelle immagini scattate il 7,08 gennaio 2000. 
Al passaggio ravvicinato del dicembre 2019, le misurazioni radar hanno mostrato che stava sperimentando forze non gravitazionali. [CBET 4787 🔐, 30 maggio 2020]. 
L'asteroide è un NEO e PHO. Il perielio più recente era a circa 0,5 UA nel maggio 2020, ed aveva un periodo eccezionalmente breve di circa 0,65 anni. L'orbita ha una MOID terrestre di 0,022 UA e l'oggetto effettua frequenti passaggi ravvicinati alla Terra, Venere e Mercurio. L'ultimo passaggio ravvicinato alla Terra è stato di 0,0057 UA il 16 dicembre 2019, e quello a Mercurio è stato di 0,07 UA il 15 febbraio 2017.

Parametri orbitali:

DATI del Jet Propulsion Laboratory:

Epoch 2460000.5 (2023-Febbraio-25.0) TDB

e	0.3599526744453597
a	0.7468830005145823   UA
q	0.4780404669815835   UA
i	8.585700840871862    deg
nodo	277.3338355467295    deg
peri	8.158922294904452    deg
M	114.8832522601613    deg
T(per)	2459925.262993121363 - 2022-Dec-11.76299312 TDB  
P	235.7638902402634 giorni - 0.6454863524716316 anni  
n	1.526951390364018    deg/d
Q	1.015725534047581    UA
( Diagramma orbitale - JPL ).
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A/2015 EG (LEMMON)

La A/2015 EG (Lemmon), è un oggetto che potrebbe essere una cometa con un periodo inferiore a quello terrestre, oppure un asteroide attivo del gruppo Aten.
Questo asteroide di tipo Aten è stato scoperto dalla Mt Lemmon Survey nelle immagini scattate con il riflettore da 1,5m il 9,33 marzo 2015. Al passaggio ravvicinato alla Terra del marzo 2019, le misurazioni radar hanno mostrato che stava sperimentando forze non gravitazionali. [CBET 4786 🔐, 30 maggio 2020]. L'asteroide è un NEO e PHO. Il perielio è a circa 0,6 UA, e ha un periodo eccezionalmente breve di circa 0,8 anni. L'orbita ha una MOID terrestre di 0,003 UA e l'oggetto effettua frequenti passaggi ravvicinati sia alla Terra che a Venere. Il più recente passaggio ravvicinato alla Terra è stato di 0,0030 UA il 4 marzo 2019, quando è passato anche a 0,0031 UA dalla Luna, e quello a Venere è stato di 0,05 UA il 21 gennaio 2018. Il prossimo avvicinamento alla Terra sarà a 0,036 UA il 4 marzo 2023.

Parametri orbitali:

DATI del Jet Propulsion Laboratory:

Epoca 2460000.5 (2023-Febbraio-25.0) TDB

e	0.356388166066418
a	0.8627760644911002   UA
q	0.5552928851411154   UA
i	2.494256938459943    deg
nodo	167.6321489723788    deg
peri	223.5643267440509    deg
M	83.91954771864997    deg
T(per)	2459932.265157570413 - 2022-Dec-18.76515757 TDB  
P	292.7153916153954 giorni - 0.8014110653398916 anni  
n	1.229863581867985    deg/d
Q	1.170259243841085    UA
( Diagramma orbitale - JPL ).
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A/2018 BJ11 (PANSTARRS)

La A/2018 BJ11 (PanSTARRS), è un asteroide attivo, che potrebbe essere catalogato come una cometa periodica, appartenente al gruppo delle comete della fascia principale (MBC).
Questo asteroide è stato scoperto dal team del sondaggio PanSTARRS il 20,33 gennaio 2018, mentre era di 22a magnitudine, inoltre sono poi state trovate altre immagini PanSTARRS di pre-scoperta del 20 novembre 2017 e dell'11 gennaio 2018. L'oggetto è stato seguito fino al 9 febbraio 2018. 
Era al perielio nel novembre 2015 a circa 3,2 UA, ed ha un periodo di circa 8,5 anni. 
Nel giugno 2023 K. Ly ha trovato un'immagine DECam dell'8 marzo 2018 che mostra una chioma diffusa. Può avvicinarsi a Giove entro 0,4 UA.

Passaggi al perielio:
Passaggi al perielio effettuati e futuri:
_ 27 novembre 2015 - _ 24 maggio 2024 - ecc.

Parametri orbitali:

DATI dal Jet Propulsion Laboratory:

Epoca 2460000.5 (2023-Feb-25.0) TDB

e	0.2221646346734293
a	4.163141674599552	UA
q	3.238238825368414	UA
incl.	3.429701137311267	deg
nodo	358.6996182129335	deg
peri.	1.071329920431784	deg
M	307.2778500137708	deg
T(per)	2460454.881691685481 - 2024-May-24.38169169 TDB
P	3102.63160833727 giorni - 8.494542391067132 anni   
n	0.1160305332520374	deg/d
Q	5.08804452383069	UA
( Diagramma orbitale - JPL ).
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A cura di Andreotti Roberto.


17 dicembre 2022

LA GRANDE COMETA HYAKUTAKE del 1996 . by Andreotti Roberto - INSA.

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Aggiornato il 17/12/2022

LA GRANDE COMETA del 1996
C/1996 B1 (HYAKUTAKE)

Introduzione:
La C/1996 B2 (Hyakutake) è una cometa scoperta nel 1996, che è passata molto vicina alla Terra nel marzo dello stesso anno, facendo registrare uno degli avvicinamenti cometari più prossimi al nostro pianeta degli ultimi 200 anni. Sebbene la cometa abbia raggiunto il suo culmine di luminosità solo per pochi giorni, apparve molto luminosa nel cielo notturno e fu vista da un gran numero di persone in tutto il mondo, attirando tra l'altro su di sé l'attenzione dell'opinione pubblica. 
È stata indicata come la Grande Cometa del 1996.

( Foto di Herman Mikuz (Osservatorio Crni Vrh, Slovenia). Immagine a mosaico ad ampio campo della cometa Hyakutake, scattata il 6 aprile 1996, con l'obiettivo da 90 mm f/2.8, una camera CCD e un filtro H2O+ a banda stretta. Ogni fotogramma è stato esposto per 5 minuti, centrato alle 19:18 UT. Il campo visivo della cornice è alto 2,9° e largo 13,0° ).

Scoperta:
La cometa fu scoperta il 30 gennaio 1996 da Yuji Hyakutake, un astronomo dilettante del Giappone meridionale. Stava cercando comete da qualche anno e si era trasferito a Kagoshima anche per approfittare dei cieli scuri delle vicine aree rurali. Per scrutare il cielo, nella notte della scoperta, stava utilizzando una serie di potenti binocoli con lenti da sei pollici (125 mm).
Hyakutake aveva già scoperto una prima cometa, la C/1995 Y1, poche settimane prima, e mentre osservava nuovamente l'astro, che non divenne mai visibile ad occhio nudo dalla Terra, notò nel medesimo settore di cielo un'altra cometa, quasi nella stessa posizione della prima. 
Inizialmente non credette di aver scoperto una nuova cometa, ma riportò ugualmente l'osservazione all'Osservatorio Astronomico Nazionale Giapponese (国立天文台) la mattina seguente.
Poco più tardi, la scoperta fu confermata da osservatori indipendenti.
Al momento della scoperta la cometa era caratterizzata da una magnitudine apparente pari a +11,0, presentava una chioma di 2,5 arcominuti e si trovava a circa 2 UA dal Sole. 
A posteriori fu possibile individuare un'immagine della cometa in una fotografia scattata il 1º gennaio precedente, quando l'astro si trovava ancora a 2,4 UA dal Sole, e la sua magnitudine apparente era pari a +13,3 mag.


Osservazioni:
Il 1 febbraio diversi osservatori avevano cominciato a vedere questa cometa. È stata descritta come molto diffuso, con stime di magnitudine comprese tra +8,9 e +11,7. 
Osservatori esperti hanno stimato il coma da 2,5 a 3 minuti d'arco di diametro, con una condensazione centrale luminosa e quasi stellare. La luca lunare ha interferito per diversi giorni da allora in poi, e sono state segnalate poche osservazioni.
A metà febbraio la cometa era diventata visibile con un piccolo binocolo. La maggior parte delle stime di magnitudine variava da +8,3 a +8,6, mentre il chioma della cometa era già aumentato a 6-8 minuti d'arco. La cometa si è costantemente illuminata durante la seconda metà del mese e il 26, Terry Lovejoy (Australia) è diventata la prima persona a vedere la cometa ad occhio nudo. Entro il 29, gli osservatori riportavano stime di luminosità da +6,0 a +6,5, mentre la chioma era aumentata tra 10 e 15 minuti d'arco. Una coda è stata quindi segnalata come lunga fino a un grado.
La luna era piena il 5 marzo. Gli osservatori erano in competizione con la sua luce durante questo periodo, ma la luminosità della cometa ha continuato a consentire osservazioni. 
La chioma è stato in genere riportato tra i 10 ei 15 minuti d'arco, indicando nessun aumento dalla fine di febbraio, ma la luce della luna era il deterrente più probabile. È interessante notare che Charles Morris e Terry Lovejoy hanno entrambi riferito che la magnitudine è aumentata rispettivamente a +5,0 e +5,1 entro il 6, indicando che la cometa era molto vicina alle previsioni di luminosità. Gary Kronk ha visto la cometa con un binocolo 20x80 all'inizio del 10 marzo a soli 5,6 gradi dalla luna. Entro il 13, gli osservatori hanno riportato un diametro di coma di oltre 20 minuti d'arco, con una magnitudine media a occhio nudo vicino a +4. 
Gli osservatori più esperti riportavano la magnitudine totale di circa 2,8 (occhio nudo), mentre le stime del diametro del coma erano tipicamente nell'intervallo da 40 a 55 minuti d'arco. 
La coda veniva anche osservata da alcuni senza ausilio ottico, con lunghezze stimate tra 2 e 4 gradi. 
Il 19, gli osservatori hanno stimato magnitudini che erano in media di circa 2,5. 
Il coma era decisamente più largo di un grado, o due volte la dimensione apparente della luna piena! Nel frattempo, i media avevano ripreso la cometa e il pubblico in generale riferiva che la cometa era visibile ad occhio nudo!
Le osservazioni ad occhio nudo di Kronk il 22 hanno indicato che la cometa era di magnitudine +1,4, con una chioma di circa 110 minuti d'arco e una coda lunga 15,2 gradi.

Le osservazioni del 24 hanno rivelato la cometa a circa magnitudine 0, con alcune stime fino a -0.3. 
Il coma è stato variamente stimato da 1,5 a 2 gradi (da 3 a 4 volte il diametro della luna piena). 
La maggior parte degli osservatori ha riportato una coda di 15-20 gradi di lunghezza, ma gli osservatori in cieli sereni potrebbero seguirla a una distanza di 35-45 gradi.
La cometa è passata più vicina alla Terra (0,1018 AU) il 25 marzo. Ci sono state solo altre 32 comete nella storia che sono passate più vicine. Le stime della magnitudine per il 25 erano in genere comprese tra +0,9 e -0,8, con una media vicina a +0,1. Le lunghezze della coda erano tipicamente comprese tra 40 e 50 gradi, mentre alcuni osservatori, come S.J. O'Meara (Hawaii), la stimavano fino a 80 gradi.
Il 26, la coda è stata stimata lunga 100 gradi da O'Meara e James Vernon Scotti (Arizona), mentre A. Baransky (Ucraina) l'ha trovata lunga 90 gradi. I segni dello sbiadimento della cometa con l'aumentare della sua distanza dalla Terra divennero evidenti nei giorni successivi. La magnitudine media era apparentemente vicina a +0,2 (sulla base di 18 stime) il 26 marzo, mentre il 27 era apparentemente scesa a +0,4 (sulla base di 13 stime). Nonostante questo leggero sbiadimento, Vince Star (Illinois) è stato in grado di vedere la cometa ad occhio nudo la notte del 26 a circa un miglio da Wrigley Field a Chicago. 
L'inquinamento luminoso ha impedito qualsiasi osservazione della coda, anche con un binocolo 7x35 e un cannocchiale da 500 mm in stile Schmidt. La cometa ha raggiunto la sua declinazione più settentrionale di +86,6 gradi il 27 marzo. Gli osservatori in quella data hanno variamente stimato la magnitudine da -0,2 a +1,5, con una media intorno a +0,5. La chioma era ancora di poco superiore a 1,5 gradi e le stime della coda degli osservatori del cielo scuro erano generalmente comprese tra 45 e 70 gradi. Le stime di magnitudine hanno continuato a essere sparse fino alla fine della settimana, ma sono state in media di +0,8 il 28, +1,1 il 29 e +1,5 il 30. Nell'ultima data, al chiaro di luna, le stime del diametro della chioma erano generalmente vicine ai 50 minuti d'arco, mentre le lunghezze della coda variavano da 10 a 30 gradi.
Alla fine di marzo erano stati emessi rapporti che dettagliavano le osservazioni del nucleo. 
Lecacheux et al. (Pic-du-Midi) hanno concluso che il periodo di rotazione era nell'intervallo di 5-9 ore, con 6,6 ore che sembravano più probabili, mentre D. Schleicher (Lowell Observatory) ha affermato che le curve di luce a picco singolo con periodi di 6,25 o 8,55 ore erano praticabili . 
Nel frattempo, l'antenna da 230 piedi presso il complesso NASA/JPL Goldstone Deep Space Communication ha osservato il nucleo e ha concluso che era largo meno di 3,2 km. Ancora più notizie sul nucleo sono arrivate a partire dalle osservazioni del 23 marzo che hanno rivelato che nodi di materiale si erano separati dal nucleo. La migliore fotografia di questi nodi è stata ottenuta dal telescopio spaziale Hubble il 26 marzo (sotto). HA Weaver ha ripreso la cometa e ha rivelato tre oggetti separati. È stato suggerito dal team dell'HST che questi oggetti sono "composti da polvere a grana grossa", perché "Grandi frammenti del nucleo non sarebbero accelerati nella coda". 
Nel frattempo, sulla circolare IAUC 6360, Zdenek Sekanina (Jet Propulsion Laboratory) ha commentato che una soluzione utilizzando le osservazioni disponibili del principale "blob" di materiale indicava una probabile separazione dal nucleo principale il 21 marzo. Ha indicato che la vita tipica per tali nuclei sarebbe da 10 a 20 giorni se la cometa fosse situata a una UA dal sole. 
La cometa è ovviamente più vicina di quella distanza e decrescente.


Il chiaro di luna era diventato un fattore importante all'inizio di aprile, ma la cometa era ancora facilmente visibile ad occhio nudo. Le stime della magnitudine erano generalmente intorno a +2, con diametri della chioma vicino a 30 minuti d'arco. La coda era ancora lunga da 10 a 15 gradi. 
C'è stata un'eclissi lunare totale durante il 3,98-4,04 aprile e diversi osservatori in Europa e negli Stati Uniti hanno visto la cometa durante quel periodo. Le stime di magnitudine variavano da +2,1 a +2,3 e R.J. Bouma (Paesi Bassi) ha riportato una lunghezza della coda di 18 gradi.
Dopo l'eclissi, la brillante luce della luna ha nuovamente influito sulle osservazioni, ma non è più stato un problema entro il 7 aprile. Le stime della magnitudine a occhio nudo erano quindi generalmente nell'intervallo da +2,1 a +2,4. La maggior parte delle lunghezze della coda erano ancora comprese tra 7 e 12 gradi, anche se alcuni osservatori abbastanza fortunati da avere cieli molto scuri stavano ancora valutando lunghezze comprese tra 30 e 50 gradi. Le stime sulla luminosità sono cambiate poco l'8 e il 9, ma secondo O'Meara la coda del gas si estendeva di 60 gradi l'8 e di 90 gradi il 9. 
La cometa è passata vicino a Venere l'11 aprile (0,2311 AU).
Il 12 aprile Gary Kronk stimò la magnitudine in +2,5. George Gliba, osservando vicino a Marshall, in Virginia, ha affermato che la cometa sembrava più luminosa rispetto ai giorni precedenti e ha aggiunto che a occhio nudo erano visibili 20 gradi di coda.
Un cambiamento è iniziato il 14 aprile. Gliba ha notato che la condensa sembrava più luminosa di due notti prima e più giallastra che in passato. Alla fine del 15, gli osservatori europei hanno iniziato a segnalare che la magnitudo totale era aumentata tra +1,7 e +2,0. Questa luminosità è rimasta quando gli osservatori negli Stati Uniti hanno iniziato a vedere la cometa il 16 aprile. Sfortunatamente, l'esplosione sembra essere stata di breve durata e la cometa è tornata a una luminosità compresa tra +2,0 e +2,5 entro il 19. Kronk osservò la regione nucleare con ingrandimenti di 200x e 500x con un Dobson da 13,1 pollici. C'era un getto notevole che si estendeva verso nord-ovest per un paio di minuti d'arco dalla condensazione nucleare del 16. Il 17 il getto era sparito, ma fu sostituito da una nuvola che si estendeva verso nord dalla condensazione nucleare, che conferiva alla regione nucleare un aspetto ovale. Entro il 18, la nube era diventata molto debole e mal definita e si trovava a nord-est della condensazione nucleare. C'era anche un notevole picco di coda che si estendeva per 5 minuti d'arco nella coda dalla condensazione. La nuvola mal definita era più o meno centrata vicino alla base di questo picco. La maggior parte delle stime di magnitudine il 20 variava da +1,5 a +2,1.
La cometa è passata vicina a Mercurio (0,2099 UA) il 21. Gli osservatori in cieli estremamente limpidi hanno quindi stimato magnitudine da +1,5 a +3,1. Con il passare della settimana, il numero di segnalazioni è diminuito man mano che la cometa scendeva più in profondità nel crepuscolo, facendo sì che le stime della magnitudine iniziassero a variare considerevolmente. Entro il 23, le stime di magnitudine variavano da +1,6 a +4,1 e entro il 25 da +1,3 a +3,1. Dopo il 25, le osservazioni sono diventate poche e distanti tra loro. L'ultima osservazione prima del perielio è stata apparentemente fatta da John E. Bortle (New York) che ha visto la cometa in un luminoso crepuscolo il 28 aprile. 
La cometa si trovava allora ad un'altitudine di 4 gradi. Bortle ha usato un binocolo 15x80 e ha stimato la magnitudine come +2,5 / +3, ma non ha notato la coda. Ha detto che la cometa era allora a 12 gradi dal Sole.

La fotografia qui a lato, è stata ottenuta dall'Osservatorio solare ed eliosferico (SOHO) il 1 maggio, il giorno in cui la cometa è passata più vicino al Sole (0,23 UA). 
La cometa si trova nella parte superiore dell'immagine, al di sopra dell'intensa corona solare. La magnitudine della cometa potrebbe aver raggiunto lo 0 in questo momento. 
Altre fotografie sono state ottenute da SOHO il 2 e 3 maggio. 
La cometa era alla sua distanza angolare più vicina (allungamento) dal sole (5,4 gradi) il 3 maggio.
Gli osservatori dell'emisfero settentrionale erano in grave svantaggio dopo che la cometa ha superato il sole, poiché si è alzata sopra l'orizzonte nel cielo mattutino solo dopo che era presente un forte crepuscolo. D'altra parte è salito dritto nel cielo per gli osservatori nell'emisfero australe. 
Terry Lovejoy (Australia) ha cercato la cometa in un crepuscolo molto luminoso il 7 e l'8 maggio, ma non è riuscito a trovarla. Ha stimato che la magnitudine della cometa deve essere più debole di +1,0 alla prima data e +2,5 alla seconda. 
La cometa è stata finalmente rilevata da Gordon Garradd (Australia) il 9,82 maggio 1996. Ha stimato la magnitudine come +3 e ha detto che la cometa aveva un diametro di due minuti d'arco. Nessuna coda era visibile poiché la cometa era in un luminoso crepuscolo ea bassa quota. 
La cometa era situata a 15 gradi dal sole il 10 maggio, e dall'11 G. Ballan e L. Mansilla (Argentina) poteva vedere la cometa ad occhio nudo. Hanno stimato la magnitudine come 1 e hanno detto che erano visibili due gradi di coda.
Numerosi osservatori hanno iniziato a rilevare la cometa entro il 13. Le stime di magnitudine variavano da +3,1 a +3,6 e la maggior parte degli osservatori ha riscontrato che la coda si estendeva di circa 3 gradi. Lovejoy ha trovato il coma di circa 5 minuti d'arco con un binocolo 10x50. 
Ci sono stati pochi cambiamenti il ​​14, con stime di magnitudine comprese tra +3,1 e +3,8, anche se Lovejoy ha riferito che una coda di 4 gradi poteva essere vista ad occhio nudo e con il binocolo. 
David Seargent ha visto la cometa ad occhio nudo il 15 maggio e ha stimato la magnitudine a +3,8.
La maggior parte delle stime di magnitudine variavano da +3,9 a +4,5 durante il periodo dal 19 al 23 maggio, mentre le stime della lunghezza della coda variavano da 1,5 a 7 gradi. 
Con la cometa completamente fuori dal crepuscolo, divenne un facile oggetto a occhio nudo. 
Le stime di magnitudine hanno continuato a diminuire e per il periodo dal 24 al 31 maggio oscillavano tra +4,2 e +5,0. Inoltre, durante questi ultimi giorni del mese, la chioma è stata stimata in modo molto coerente da 4 a 5 minuti d'arco, mentre le lunghezze della coda erano comprese tra 2 e 6 gradi.
La cometa ha iniziato il mese di giugno con una declinazione di -22 gradi ed è terminata a -57 gradi. All'aumentare della distanza della cometa dal Sole e dalla Terra, la luminosità ha continuato a diminuire, con stime all'inizio del mese intorno a +5 e quelle alla fine intorno a +6.5. 
Lovejoy ha detto che la cometa era ancora un oggetto ad occhio nudo il 29. Le stime del diametro della chioma erano costantemente intorno ai 4-5 minuti d'arco per l'intero mese. La coda, sebbene non vista da alcuni osservatori, è stata descritta come debole e di solito lunga 1 o 2 gradi.
Le stime sulla grandezza totale hanno continuato a diminuire durante questo mese. Gli osservatori stimavano valori compresi tra +6,5 ​​e +7,1 all'inizio del mese di luglio e tra +7,9 e +8,4 alla fine del mese. L'unica cosa che è rimasta costante è stato il diametro della chioma, che sembrava cambiare poco dalle stime iniziali di 4-6 minuti d'arco all'inizio del mese di luglio.
La cometa è svanita molto rapidamente durante agosto, iniziando il mese a circa magnitudine +8 e finendo vicino a magnitudine +11. Anche la chioma ha subito una rapida diminuzione di dimensioni poiché gli osservatori l'hanno stimata da 3 a 5 minuti d'arco durante la prima settimana di agosto, ma solo 1 arcominuto durante l'ultima settimana.
La cometa svanì da +11 a +12 durante la prima metà di settembre ed era ancora larga circa 1 minuto d'arco. Apparentemente un solo tentativo di vedere la cometa è stato fatto dopo il 16, con A. Pearce (Australia) che ha riferito di non essere riuscito a vedere la cometa con il suo riflettore da 0,20m il 21. Ha ipotizzato che la cometa doveva essere più debole di magnitudine +12,0.
Dopo un mese di assenza di osservazioni, Gordon J. Garradd (Nuovo Galles del Sud) ha finalmente rilevato di nuovo la cometa il 24 ottobre. Ha usato un riflettore da 0,2 m e una camera CCD e ha stimato la magnitudine a +16,8. Non è stato rilevato alcuna chioma.

Dati fisici:
I rilievi radar dell'Osservatorio di Arecibo indicarono che il nucleo della cometa era di circa 2 km di diametro, circondato da una nuvola di elementi di piccole dimensioni espulsi dalla cometa a pochi metri al secondo. Questa misura del nucleo corrisponde bene con quella indiretta stimata dalle emissioni nell'infrarosso e dalle osservazioni radio.
La piccola dimensione del nucleo (la Cometa di Halley è grande circa 15 km, mentre la Hale-Bopp è di circa 40 km di diametro) implica che la Hyakutake è rimasta molto attiva per essere così brillante. Molte comete sono soggette a rilascio di gas solo da una piccola parte della superficie, ma la maggior parte della superficie della Hyakutake sembrava essere attiva. 
La velocità di produzione delle polveri è stata stimata in circa 2×10E3 kg/s all'inizio di marzo, innalzatasi a 3×10E4 kg/s con l'avvicinamento al perielio. Nello stesso periodo la velocità di eiezione è aumentata da 50 m/s a 500 m/s.
Osservazioni del materiale espulso dal nucleo hanno permesso agli astronomi di stabilirne il periodo di rotazione. Mentre la cometa si avvicinava alla Terra, è stato osservato un grande sbuffo o bolla di materiale espulso in direzione del Sole ogni 6,23 ore. Una seconda espulsione più piccola con lo stesso periodo ha confermato il valore del periodo di rotazione del nucleo.


Composizione:
Gli osservatori terrestri hanno rilevato nella Hyakutake la presenza di vari composti di carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto e zolfo, in particolare l'acqua (H2O), il monossido di carbonio (CO), l'anione amminico (NH2-), il cianuro (CN), l'acido cianidrico (HCN) ed il mono-solfuro di carbonio (CS). 
Sono state identificate inoltre, per la prima volta in un corpo cometario, tracce di etano (C2H6) e metano (CH4). L'analisi chimica ha mostrato che etano e metano erano pressappoco presenti nella stessa proporzione, implicando che si potesse trattare di ghiacci formatisi negli spazi interstellari a grande distanza dal Sole, che avrebbe fatto evaporare le molecole volatili. 
I ghiacci della Hyakutake devono essersi formati a temperature inferiori ai 20 K, probabilmente in una nube interstellare più densa della norma.
La quantità di deuterio nel ghiaccio d'acqua presente sulla cometa è stata determinata attraverso l'analisi spettroscopica. È stato scoperto che il rapporto tra deuterio e idrogeno (noto come rapporto D/H) era di circa 3×10E−4: a titolo di confronto, il rapporto D/H degli oceani terrestri è pari a 1,5×10E−4. È stata avanzata l'ipotesi che le collisioni di comete con la Terra possano aver apportato parte dell'acqua degli oceani, ma l'alto rapporto D/H misurato nella Hyakutake, nella Hale-Bopp e nella Cometa di Halley hanno rimesso in discussione questa teoria.


Emissioni di raggi X:
Una delle grandi sorprese del passaggio della Hyakutake attraverso il Sistema solare interno è stata la scoperta della forte emissione di raggi X, osservata dal satellite ROSAT.
Per la prima volta è stato osservato questo tipo di comportamento in una cometa, ma gli astronomi hanno poi scoperto che quasi ogni cometa sembra emettere raggi X. Le emissioni della Hyakutake furono brillanti ed avevano la forma di una falce intorno al nucleo, con le estremità rivolte sul lato opposto al Sole.
Le cause delle emissioni di raggi X sono identificabili in una combinazione di diversi meccanismi. 
La riflessione dei raggi X provenienti dal Sole è osservata in altri oggetti del Sistema solare come la Luna, ma anche utilizzando un modello semplificato che prevede la più alta riflettività nei raggi X possibile per molecole e grani di polvere, non è sufficiente a spiegare l'intero flusso proveniente dalla Hyakutake, poiché la chioma della cometa era comunque tenue e diffusa. 
L'interazione tra il vento solare e il materiale della cometa è stato il principale contribuente al fenomeno. 
Osservazioni della Cometa C/1999 S4 (LINEAR) con il satellite Chandra nel 2000 determinarono che i raggi X osservati da quella cometa furono prodotti principalmente da collisioni tra ioni di azoto, carbonio ed ossigeno presenti nel vento solare ed atomi neutri, prevalentemente idrogeno, presenti nella chioma cometaria.


Il fortuito incontro con la sonda Ulysses:
La sonda Ulysses effettuò un passaggio inaspettato e imprevisto attraverso la coda della cometa il 1º maggio 1996. Le prove dell'avvenuto incontro non furono notate fino al 1998, quando alcuni astronomi, analizzando vecchi dati degli strumenti della Ulysses, rilevarono un calo improvviso nel numero di protoni rilevati, unito ad una variazione del campo magnetico locale. Si resero conto che ciò implicava che la sonda aveva attraversato l'area di influenza di un oggetto, probabilmente una cometa, ma non identificarono quale.
Due anni dopo, nel 2000, due gruppi di ricerca indipendenti analizzarono i dati dello stesso evento. 
Un gruppo, mediante magnetometri, stabilì che i cambiamenti del campo magnetico erano compatibili con le deformazioni presenti nella coda di ioni o plasmi di una cometa, e cercarono di individuare possibili sorgenti di interferenza; nessuna cometa nota si trovava in prossimità della sonda, e solo la Hyakutake, che al momento si trovava a circa 500 milioni di km di distanza, aveva incrociato il piano orbitale della Ulysses in tempi recenti, ovvero il 23 aprile 1996. 
Il vento solare aveva una velocità, in quella posizione, di circa 750 km/s, e avrebbe richiesto otto giorni perché la coda raggiungesse la sonda posta a 3,73 UA, circa 45 gradi al di fuori del piano dell'eclittica. L'orientamento della coda, valutato misurando le interferenze nei rilevamenti del campo magnetico, era compatibile con una sorgente posizionata sul piano orbitale della Hyakutake.
Il secondo gruppo di ricerca, lavorando con i dati dello spettrometro sulla composizione degli ioni, scoprì un improvviso picco nei livelli rilevati di particelle ionizzate; anche in questo caso, la relativa abbondanza di elementi chimici rilevati indicava che l'oggetto responsabile era senza dubbio una cometa.
Basandosi sull'incontro della Ulysses, la lunghezza della coda della cometa è stata stimata pari ad almeno 570 milioni di km (3,8 UA). 
Il valore è quasi il doppio del precedente record, segnato dalla Grande Cometa del 1843 (C/1843 D1), la cui coda dovrebbe aver raggiunto una lunghezza massima di circa 2,2 UA.

Passaggio ravvicinato:
La cometa raggiunse il massimo avvicinamento alla Terra il 25 marzo, muovendosi così rapidamente da rendere visibile in pochi minuti lo spostamento in confronto allo sfondo stellato. 
Attraversò il cielo percorrendo la distanza apparente di un diametro di luna piena ogni 30 minuti. 
Gli osservatori stimarono in 0 la sua magnitudine, e la coda arrivò ad occupare 80 gradi.
La sua chioma, ormai prossima allo zenit per gli osservatori delle medie latitudini settentrionali, si allargò fino a 1,5-2 gradi, quasi quattro volte il diametro della Luna piena, ed anche ad occhio nudo appariva distintamente verde.
Poiché la Hyakutake fu al suo massimo splendore solo per pochi giorni, non ebbe tempo per permeare l'immaginario pubblico come avrebbe fatto la cometa Hale-Bopp l'anno seguente. 
Molti osservatori europei, in particolare, non poterono osservarla a causa di condizioni meteo sfavorevoli. Tuttavia, molte persone che osservarono entrambe le comete al loro massimo considerarono la Hyakutake più impressionante.

( La cometa nella sera del suo massimo avvicinamento, il 25 marzo 1996 ).

Parametri orbitali:
La Cometa Hyakutake percorre un'orbita retrograda altamente eccentrica ed inclinata di 124,99305° rispetto al piano dell'eclittica, con un Argomento del perielio di 130,175121°, ed una Longitudine del nodo ascendente di 188,045132°.
L'afelio è raggiunto a migliaia di unità astronomiche dal Sole, mentre il perielio è interno all'orbita di Mercurio a 0,230223 UA. Per la quasi totalità della sua orbita, la cometa è al di sotto del piano dell'eclittica. Durante il passaggio del 1996, il nodo ascendente è stato attraversato in prossimità dell'orbita di Marte, mentre il nodo discendente pochi giorni dopo il perielio, quando la cometa si trovava ancora ad una distanza dal Sole inferiore rispetto al raggio medio dell'orbita di Mercurio.

( 27 marzo 1996 - JPL ).

La Hyakutake era passata nel Sistema solare interno circa diciassettemila anni prima del suo ultimo transito; l'interazione gravitazionale con i giganti gassosi durante il passaggio del 1996 ha modificato la sua orbita, allargandola, per cui il suo ritorno non è previsto prima di circa 72.000 anni.
Secondo altre stime, invece, ci sarà da attendere altri 114.000 anni.

( Diagramma orbitale, agosto 2021 - JPL ).
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A cura di Andreotti Roberto.


20 novembre 2022

LA COMETA SHOEMAKER-LEVY 9 COLPISCE GIOVE NEL 1994. by Andreotti Roberto - INSA.

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Aggiornato il 20/11/2022

LA COMETA CHE HA COLPITO GIOVE
NEL LUGLIO DEL 1994
D/1993 F2 (SHOEMAKER-LEVY 9)

La cometa Shoemaker-Levy 9 (formalmente designata 1993e e D/1993 F2) è divenuta famosa perché è stata la prima cometa ad essere osservata durante la sua caduta su un pianeta. 

Scoperta:
Fu scoperta il 25 marzo 1993 dagli astronomi Eugene e Carolyn S. Shoemaker e da David Levy, analizzando lastre fotografiche dei dintorni di Giove, destò immediatamente l'interesse della comunità scientifica; non era mai accaduto infatti che una cometa fosse scoperta in orbita attorno ad un pianeta e non al Sole. Catturata tra la seconda metà degli anni sessanta ed i primi anni settanta da Giove, le interazioni tra il gigante gassoso e la cometa ne avevano causato la disgregazione in 21 frammenti. Nel 1993 si presentava all'osservatore come una lunga fila di punti luminosi immersi nella luminescenza delle loro code, indicati spesso sui giornali come "la collana di perle". IAUC 5725 .

( Le macchie scure sono le aree di impatto dei frammenti della SL9 ).

Studi ed osservazioni:
Gli studi dell'orbita della cometa portarono alla conclusione che essa sarebbe precipitata sul pianeta nel luglio del 1994. Fu quindi avviata un'estesa campagna osservativa che coinvolse numerosi osservatori a Terra e diverse sonde nello spazio per la registrazione dell'evento. 
Tra il 16 ed il 22 luglio del 1994, i frammenti della cometa caddero su Giove in un vero e proprio bombardamento. Le macchie scure che si formarono sul pianeta furono osservabili dalla Terra per diversi mesi prima di essere riassorbite dall'atmosfera di Giove. 
L'evento ebbe una rilevanza mediatica considerevole, ma contribuì notevolmente anche alle conoscenze scientifiche sul Sistema solare. In particolare, permise di effettuare misurazioni sugli strati profondi dell'atmosfera gioviana, normalmente inaccessibili, e sottolineò il ruolo svolto da Giove nel ridurre i detriti spaziali presenti nel Sistema solare interno.
Gli osservatori speravano che gli impatti avrebbero fornito dettagli sugli strati di Giove al di sotto delle nuvole più superficiali, dal momento che i materiali in profondità sarebbero stati esposti dai frammenti di cometa in caduta attraverso l'atmosfera superiore. Le osservazioni spettroscopiche dei siti d'impatto rivelarono le linee di assorbimento caratteristiche dello zolfo biatomico (S2) e del disolfuro di carbonio (CS2): fu la prima volta che questi composti furono rilevati su Giove e solo la seconda che lo zolfo biatomico fosse rivelato in un corpo celeste diverso dalla Terra. Furono individuati ammoniaca (NH3) ed acido solfidrico (H2S). Le quantità di zolfo rilevate erano molto superiori a quelle contenute in un piccolo nucleo cometario; fu quindi ipotizzato che questi materiali provenissero effettivamente dall'interno del pianeta. Con grande sorpresa degli astronomi, non furono rilevati composti di zolfo ed ossigeno, come ad esempio l'anidride solforosa (SO2).
Oltre a queste molecole, furono identificate emissioni di atomi pesanti come ferro, magnesio e silicio, in quantità corrispondenti a quelle presenti nei nuclei cometari. Sebbene fossero rilevate quantità significative di acqua, esse furono inferiori alle aspettative, quindi o l'ipotetico strato di acqua gioviano è più sottile del previsto, oppure i frammenti di cometa non hanno raggiunto una profondità sufficiente.

( I vari frammenti della cometa SL9 prima dell'impatto ).

Orbita:
Gli studi orbitali della cometa appena scoperta rivelarono che essa orbitava attorno a Giove completando una rivoluzione ogni 2 anni e percorrendo un'orbita caratterizzata da un apogiovio di 0,33 unità astronomiche (49.000.000 km) e da un'eccentricità piuttosto elevata, pari a 0,9986.
La cometa aveva già completato diverse orbite attorno a Giove prima di essere rilevata. Gli studi condotti sulla sua orbita rivelarono infatti che era stata catturata dal pianeta all'inizio degli anni settanta o a metà degli anni sessanta, mentre era in orbita attorno al Sole.
Prima di allora era probabilmente una cometa di breve periodo con un afelio appena all'interno dell'orbita di Giove e un perielio interno alla fascia di asteroidi. Furono individuate anche alcune immagini precedenti alla scoperta, tra cui quelle del 15 marzo di Kin Endate, del 17 marzo di S. Otomo e del 19 marzo di Eleanor Francis Helin. Non furono trovate immagini risalenti ad un periodo precedente al mese di marzo del 1993.

Il volume di spazio all'interno del quale si può dire che un corpo è in orbita attorno a Giove è definito dalla sfera di Hill (o sfera di Roche) di Giove. Quando, nell'anno della sua cattura, la cometa transitò nei pressi del gigante gassoso, si trovò leggermente all'interno della sfera di Hill del pianeta e probabilmente in un tratto dell'orbita in prossimità dell'afelio, cioè in corrispondenza del quale il movimento relativo della cometa rispetto a Giove era molto piccolo. L'attrazione gravitazionale esercitata da Giove fu quindi sufficiente a mutare l'orbita della cometa da un'orbita intorno al Sole ad una molto eccentrica attorno al gigante gassoso.

Il 7 luglio 1992 passò ad una distanza minima di 40000 km dalle nubi gioviane, molto all'interno dell'orbita di Metis e del limite di Roche del pianeta, dove le forze di marea sono sufficientemente intense da disintegrare un corpo celeste tenuto insieme dalla sola forza di gravità. Sebbene la cometa fosse già transitata nelle vicinanze di Giove precedentemente, l'incontro del 7 luglio fu il più vicino e gli studiosi ritengono che possa essere stato quello in cui il nucleo della cometa si frantumò. Ad ogni frammento fu assegnata una lettera dell'alfabeto identificativa (dalla A alla W), secondo una prassi già adottata precedentemente.
Gli astronomi, in base ai dati orbitali, dedussero che la cometa sarebbe passata a meno di 45000 km dal centro di Giove (una distanza inferiore al raggio del pianeta) nel luglio del 1994; c'era quindi un'altissima probabilità che la cometa entrasse in collisione con il gigante gassoso. Gli studi suggerirono inoltre che la sequenza degli impatti del gruppo di frammenti sarebbe durata circa 5 giorni.

L'impatto con la cometa Shoemaker-Levy 9:

IMPATTO su GIOVE offerto da MEDIA INAF

All'avvicinarsi della data prevista per l'impatto, crebbe la trepidazione nella comunità scientifica e non. Molti telescopi a Terra e diversi osservatori spaziali furono puntati verso Giove, tra questi ultimi: il Telescopio spaziale Hubble, il satellite ROSAT e la sonda Galileo, che era in rotta per un rendez-vous con il pianeta previsto per il 1995. Gli impatti avvennero nel lato del pianeta opposto alla Terra, ma la sonda Galileo fu in grado di osservarli direttamente da una distanza di 1,6 UA. La rapida rotazione di Giove rese i siti degli impatti visibili dalla Terra qualche minuto dopo l'evento.
Per l'occasione, altre due sonde in missione nello spazio profondo furono puntate verso Giove: la Ulysses a 2,6 UA di distanza dal pianeta, progettata principalmente per lo studio del Sole, e la Voyager 2, in quel momento a 44 UA da Giove e diretta verso l'esterno del sistema solare dopo aver sorvolato Nettuno nel 1989, che fu programmata per registrare le emissioni radio nelle frequenze tra 1 e 390 kHz.

Il primo impatto avvenne alle 20:13 UTC del 16 luglio 1994, quando il frammento A del nucleo colpì l'emisfero meridionale del pianeta ad una velocità di 60 km/s. Gli strumenti a bordo della sonda Galileo rilevarono una palla di fuoco che raggiunse la temperatura di 24000 K, prima di espandersi e raffreddarsi a 1500 K in circa 40 secondi. Il pennacchio raggiunse una altezza di circa 1000 km.
Dopo qualche minuto gli strumenti misurarono un nuovo aumento di temperatura, probabilmente causato dai materiali espulsi che ricadevano verso il pianeta. Gli osservatori a terra individuarono la palla di fuoco mentre si sollevava dal bordo del pianeta poco dopo l'impatto iniziale.
Gli effetti oltrepassarono le previsioni degli astronomi: molti osservatori videro subito dopo il primo impatto un'enorme macchia scura, visibile anche con piccoli telescopi, di dimensioni pari a 6000 km (valore prossimo a quello del raggio terrestre). Tale macchia e quelle che si formarono in seguito agli impatti successivi presentavano una forma marcatamente asimmetrica, con un semianello più spesso nella direzione opposta rispetto a quella di impatto. Gli studiosi ritennero che esse fossero composte principalmente dai detriti.
Nei successivi sei giorni, vennero osservati altri 21 impatti, il maggiore dei quali avvenne il 18 luglio alle 7:33 UTC e fu causato dalla collisione del frammento G. Questo evento creò un'enorme macchia scura con dimensioni di 12000 km, e sprigionò l'energia stimata equivalente a 6 milioni di megaton (circa 750 volte l'energia dell'intero arsenale nucleare mondiale). Il 19 luglio due impatti, separati da un periodo di 12 ore, crearono degli effetti simili a quelli del frammento G. L'ultimo frammento, contrassegnato con la lettera W, colpì Giove il 22 luglio.

Come era stato previsto, le collisioni generarono enormi onde di gravità che viaggiarono attraverso il pianeta ad una velocità di 450 m/s e che furono osservate per più di due ore dopo l'impatto. Alcuni studiosi ritengono che tali onde si fossero propagate attraverso uno strato stabile, che ha funzionato come una guida d'onda, posto in corrispondenza dell'ipotetico strato troposferico delle nubi d'acqua. Tuttavia, le spettrografie sembrano indicare che i frammenti non avrebbero raggiunto lo strato d'acqua e le onde allora potrebbero essersi propagate all'interno della stratosfera.

( Segni lasciati dal frammento G ).

I segni lasciati dall'evento rimasero visibili a lungo e furono descritti come più visibili della famosa Grande Macchia Rossa. Probabilmente furono i fenomeni transitori più importanti mai osservati sul pianeta, e mentre la Grande Macchia Rossa risalta per il suo colore, non fu mai registrata alcuna macchia di dimensioni e colori simili a quelle provocate dalla cometa.
Le osservazioni spettroscopiche mostrarono che l'ammoniaca e il solfuro di carbonio rimasero nell'atmosfera almeno per quattordici mesi dopo l'evento, con un eccesso di ammoniaca nella stratosfera (normalmente l'ammoniaca è presente invece nella troposfera).
La temperatura atmosferica tornò ai livelli normali molto più velocemente nei punti di impatto maggiori rispetto a quelli minori. Nei primi, infatti, le temperature aumentarono in una regione ampia da 15000 a 20000 km, ma scesero a valori normali entro una settimana dall'evento. Nei punti più piccoli, temperature di 10 K superiori rispetto ai siti circostanti persistettero invece per almeno due settimane. Le temperature della stratosfera aumentarono immediatamente dopo gli impatti, per scendere due o tre settimane dopo a valori di temperatura inferiori rispetto alla situazione precedente agli impatti. Soltanto in seguito tornarono lentamente a valori normali.
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A cura di Andreotti Roberto.


05 novembre 2022

LA COMETA CENTAURO C/2018 S2 (TESS). by Andreotti Roberto - INSA.

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Aggiornato il 05/11/2022

LA COMETA CENTAURO
C/2018 S2 (TESS)

La C/2018 S2 (TESS) è una cometa periodica con attualmente un solo passaggio al perielio osservato e quindi non è numerata, ed appartiene alla famiglia dinamica dei centauri, con un perielio a 5,4725 UA dal Sole. Dai dati di luminosità osservati si evince che debba trattarsi di un grosso oggetto.

Scoperta & osservazioni:
Il 26 agosto 2022, Kevin Ly (El Monte, CA, USA), riferisce di aver identificato immagini cometarie nei dati d'archivio pubblicamente disponibili con tre diversi telescopi a terra, di un oggetto apparentemente asteroidale di magnitudine +18,5 che era stato scoperto con il Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS), l'oggetto era stato pubblicato sulla pagina web PCCP del Minor Planet Center a causa della sua orbita simile a una cometa. Le osservazioni della scoperta sono del 2018, ma pubblicate solo di recente:
     2018 UT RA (2000) dic. Mag.
     set.23.78103 4 23 03.99 -48 01 14.7 18.5
          23.88519 4 23 02.62 -48 01 42.4 18.7
          23.90603 4 23 02.43 -48 01 48.9 18.8
          23.92686 4 23 01.96 -48 01 56.6 18.6
          23.96853 4 23 01.61 -48 02 04.4 18.7
Kevin Ly ha identificato due osservazioni pre-scoperta di una sola notte (magnitudini i= +19.5 e z= +19.8) ottenute il 9,64 agosto 2017 UT con il Telescopio "SkyMapper" da 1.35m-f/4.8 a Siding Spring (NSW, Australia), e un'altra immagine nella notte del 7,11 novembre 2017 (mag +19.1) con un Ritchey-Chretien al Cerro Paranal, insieme alle immagini DECam ottenute su cinque notti con il riflettore di Cerro Tololo da 4m durante il 2 agosto 2017 ed il 10 marzo 2019.
In un campo stellare estremamente denso in quattro esposizioni DECam in banda r da 140s prese da A. Zenteno il 2,4 agosto 2017 e una singola esposizione di 140s il 3,4 agosto, la cometa ha mostrato una chioma condensata di 3'' di diametro (a tutta larghezza e metà al massimo) ad una magnitudine di +19,7 con una coda ampia e leggermente ricurva lunga 10'' e appuntita verso PA 260 gradi (250 gradi il 3,4 agosto). In una coppia di esposizioni in banda z dello SkyMapper il 9.6 agosto 2017, nessuna coda evidente era visibile, e la chioma è apparsa presumibilmente condensata, mentre nell'esposizione in banda i, la cometa aveva un aspetto decisamente "morbido" con un diametro FWHM leggermente più ampio di 5" rispetto ai diametri FWHM delle stelle circostanti di 4". Le magnitudini della chioma nelle osservazioni SkyMapper erano (i = +19,5) e (z = +19,8). Nella singola esposizione da 240 in banda i scattata da G. Piotto il 7,1 novembre 2017, la cometa aveva una chioma condensata con un diametro FWHM di 3" e una coda larga a ventaglio lunga 3" che punta verso PA da 30 a 290 gradi (verso nord), con la magnitudine della chioma in banda i che era +19,1.
In una singola esposizione DECam in banda z di 90 secondi di D. Gruen e A. Plazas il 21.3 ottobre 2018, la cometa aveva una chioma condensata con un diametro FWHM di 3" e una coda lunga 50" che puntava verso PA 210-230 gradi, la magnitudine della chioma in banda z era +18,9 misurata in un'apertura circolare da 6". In una singola esposizione DECam in banda g da 90s presa da L.M. Nikolay e K.M. Murphy il 2,3 dicembre 2018, la cometa aveva una chioma molto condensata con un diametro FWHM di 2" e una coda lunga 50" che puntava verso PA 210-225 gradi, la magnitudine della chioma in banda g era +19,5 misurata in un'apertura circolare da 6". 
In una somma di sei immagini DECam in banda i, r, g , fatte da W. Dawson il 10 marzo 2019 (tempo di integrazione di 480s), la cometa aveva una chioma condensata con un diametro FWHM di 5" e una coda curva lunga 60" che puntava verso PA 190-195 gradi, le magnitudini misurate in aperture da 6'' erano i = +19,7, r = +19,7 / +19,8 e g = +20,4. Ly aggiunge che l'attività apparentemente della cometa si è attenuata dopo il mese di marzo del 2019, dato che essa non è visibile nelle osservazioni Zwicky Transient Facility (ZTF) dello scorso agosto 2019. 
Il segno conclusivo della cometa è stato trovato in una somma di tre immagini DECam in banda i da 90s del 6,1 febbraio 2020, il che implica che la condensazione nucleare della cometa deve essere stata più debole di (i= +24 mag) in quella data. Sam Deen (Valle Simi, CA, USA) ha assistito Ly nella ricerca e nel reporting. CBET 5163 - MPEC 2022-Q126 .

( Curva di luce dal sito di Seiichi Yoshida ).

Parametri orbitali:
La cometa è passata al perielio il 6 novembre 2018, e ritornerà nuovamente al perielio il 15 dicembre 2072. L'errore formale riguardo ai calcoli sul periodo orbitale è di +/- 2,48 giorni.

DATI da Seiichi Yoshida:

Epoca 2022 Agosto 9.0 TT = JDT 2459800.5
T 2018 Novembre 6.53419 TT                        da Rudenko
q   5.4725312 UA           (2000.0)           P               Q 
n   0.01812155     Peri.  290.77885     +0.43615470     -0.07428128
a  14.3550857 UA   Nodo    85.10780     +0.62717010     +0.73975999  
e   0.6187740      Incl.   64.16854     -0.64531136     +0.66875814 
P  54.4 anni                                               
da 803 osservazioni 2017 Ago 2 - 2019 Mar 10, residuo medio 0".2. 
Previsione per il 2072 da Syuichi Nakano, nota NK 4794:
T     = 2072 Dicembre 15.83893 TT   Epoca = 2072 Dicembre 24.0 TT
Peri. = 290.67297                       e =    0.6183394
Nodo  =  85.17272    (2000.0)           a =   14.3645748 UA
Incl. =  64.16908                       n'=    0.01810360
    q =   5.4823921 UA                  P =   54.443 anni

( Diagramma orbitale a novembre 2022 - JPL ).
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A cura di Andreotti Roberto.